Gli immensi spazi rappresentati dalle ex caserme ormai vuote e abbandonate stanno, lentamente e con gran dispendio di denaro pubblico e privato trovando una possibile riqualificazione. Roma annuncia i progetti
Visto che si è deciso che non avranno il futuro per cui erano sorte decine e decine di anni fa, visto che il riarmo è cosa innominabile tanto e più dei vaccini, visto che ormai sono diventati immensi spazi sterili e spesso, proprio al centro dell’abitato, le 1.500 ex caserme italiane da oggi pare abbiano assunto la qualità di spazi vuoti da poter riempire a piacimento. Non esistono dati certi sull’effettiva totalità di superficie che occupano perché molto dipende dagli annessi dei vari insediamenti militari; secondo l’Ordine degli Architetti, ad esempio, nella sola Roma possiamo parlare di circa 1.800 ettari per oltre 11 mln di metri cubi di volumetria. Un piatto ricchissimo sulla tavola della riqualificazione, prima e della rigenerazione, poi che mette quasi paura se, idealmente, esteso all’intero stivale.
Le ex caserme, vuote dal 1° gennaio 2005 sono, perlopiù, in cattive condizioni: impianti non a norma, assenza di sistemi antincendio, tubature deteriorate e presenza di amianto, senza contare l’assalto della vegetazione e gli innumerevoli atti vandalici, tanto che a chi se ne vorrà far carico si presenteranno conti salatissimi.
Per quanto riguarda la Capitale pare che, tra lavori iniziati e finanziamenti in arrivo, già entro il 2027 si dovrebbero vedere i primi risultati di alcune riqualificazioni che investono una decina di strutture che dal Ministero della Difesa sono passate al Demanio. I progetti annunciano la creazione di: mercati rionali, archivi, aree verdi (siamo sicuri che a Roma manchino?) case popolari, piste ciclabili e parcheggi, tutto questo con un costo non quantificabile, ma che necessita di vari finanziamenti: Stato, enti locali, PNRR, e investitori privati.
Siamo contenti che queste immensità, secondo noi erroneamente svuotate e dimenticate, trovino finalmente un posto nel quadro sociale.
E’, purtroppo, quasi sicuro che molte ex caserme finiranno in malo modo: rase al suolo per far posto a nuove costruzioni concepite per stupire e per raggiungere prezzi stellari.
D’altro canto sentire che a Roma parte degli spazi ex militari saranno destinati ad aree verdi, quando i 184 ettari di Villa Pamphili piangono in più punti per l’incuria e il degrado, fa tremare i polsi alle persone di buon senso.
Nella nostra Città, come in tantissime altre in Italia, un punto davvero dolente è la situazione carceraria e qui ribadiamo il nostro pensiero più volte espresso: trasformare alcuni ex insediamenti militari in nuove case di detenzione per adulti e giovani. Serve un grande sforzo economico? si ma è uguale per qualunque altra destinazione si voglia scegliere. Non nascondiamoci dietro un dito: gli spazi per adeguare le carceri allo tsunami del delinquere, sempre più forte, ci sono; manca evidentemente la volontà istituzionale. Così come manca la ferma presa di coscienza della necessità di creare dei luoghi adatti all’indagine e cura di quelle migliaia di “utenti psichiatrici” che oggi possono confidare su una rete di servizi pubblici e semi-pubblici, che purtroppo, però, non consentono degenze di un certo spessore e controllo.
Se le ex caserme verranno intese come spazi da riconvertire per la popolazione devono essere davvero inclusive senza transigere su alcun volo pindarico o leziosità politica