Mentre governo Londra dice, rimborso a Teheran va in beneficenza
(ANSA) – LONDRA, 17 MAR – E’ stata una prima notte d’intimità
familiare – con consorti, figli e parenti più stretti ritrovati
dopo anni – quella di Nazanin Zaghari Ratcliffe e di Anoosheh
Ashoori, i due cittadini irano-britannici rientrati nelle scorse
ore nelle loro case nel Regno Unito dopo l’accordo fra il
governo Tory di Boris Johnson e quello di Teheran che ieri ha
portato al loro rilascio in Iran: rispettivamente dopo 6 e oltre
4 anni di detenzione in Iran inflitta in base a contestate
accuse di presunto “spionaggio”.
Il ritorno è stato testimoniato dalle primissime foto
sorridenti della 43enne Nazanin e del 67enne Anoosheh. Come
quella diffusa dalla deputata laburista Tulip Siddiq, eletta
nella zona in cui i Ratcliffe risiedono e in prima fila in
questi anni nella battaglia per la liberazione della dipendente
della Fondazione Thomson Reuters, dove la donna appare col
marito Richard e la figlioletta Gabriella, che l’aspettava dal
2016 quando aveva un anno d’età e che ora ne ha 7; o quella,
postata sui social dalla figlia di Ashoori, Elika, che ritrae
invece entrambi i reduci dall’odissea dei duri carceri iraniani
allo sbarco nella base Raf di Brize Norton con la didascalia:
“La felicità in uno scatto”.
Intanto il governo Tory insiste a glissare su un collegamento
diretto fra il doppio rilascio – accompagnato da quello dietro
pagamento d’una cauzione di un terzo cittadino irano-britannico
recluso, Morad Tahbaz, che per ora resta a Teheran – e la
restituzione di un debito reclamato dalla Repubblica Islamica
fin dal 1979, in seguito alla mancata consegna di una fornitura
di carri armati Chieftain pagata dal regime dello Shah poco
prima della rivoluzione khomeinista e annullata all’epoca
unilateralmente da Londra. (ANSA).