Zaghis, "data fondamentale per rilancio azienda"
(ANSA) – ROMA, 03 SET – L’Assemblea dei soci ha approvato
l’aumento del capitale sociale di Ama Spa per 100 milioni di
euro. “Questa ripatrimonializzazione rientra – spiega una nota –
all’interno del Piano di Risanamento, già approvato il 2 aprile
2021, ed è finalizzata alla realizzazione di investimenti
previsti nel Piano Industriale pluriennale 2020-2024.
L’obiettivo del Piano è rappresentato dal superamento delle
criticità legate agli elevati costi industriali e al
rafforzamento dell’efficacia gestionale, attraverso investimenti
sul fronte operativo (flotta e contenitori) e impiantistico con
la costruzione di nuovi impianti per la selezione e il
trattamento della raccolta differenziata e indifferenziata”.
Fattore centrale “per il miglioramento dei servizi e la
creazione di valore a beneficio dei cittadini è
l’autosufficienza impiantistica per il trattamento delle singole
frazioni di rifiuto raccolte (a partire da una dotazione attuale
che consente il trattamento di solo il 15% dei rifiuti).
L’obiettivo è di arrivare al 75% di materie prime seconde
trattate realizzando progressivamente due impianti di
compostaggio per il trattamento della frazione organica, due
impianti di selezione per il multimateriale, due impianti di
selezione della carta e cartone, un impianto di Trattamento
Meccanico Biologico (TMB), 1 impianto per la selezione degli
assorbenti in modalità end of waste e di arrivare a 39 centri di
raccolta per i rifiuti ingombranti (dai 12 attuali), in linea
con il benchmark di una struttura ogni 70mila abitanti”. “Oggi è
una data fondamentale per il rilancio della più grande società
italiana di igiene urbana – dichiara l’Amministratore Unico di
Ama Spa, Stefano Zaghis -. Ringrazio l’amministrazione di Roma
Capitale nella persona della Sindaca Virginia Raggi con cui è
stato iniziato e concluso il Piano di Risanamento aziendale e di
rilancio attraverso il Piano Industriale Pluriennale. Il cambio
di passo di Ama si evidenzierà nell’adozione di una strategia
“make” sul fronte operativo e sugli impianti di valorizzazione
delle frazioni differenziate e di pretrattamento dei rifiuti
indifferenziati. Una strategia opposta a quella “buy”, adottata
in passato”. (ANSA).