Il paradosso emerge dal rapporto di NFON sul lavoro da casa
(ANSA) – MILANO, 24 SET – Dall’esplosione della crisi
pandemica il termine smart working è diventato d’uso comune
anche in Italia, dove fino al 2019 meno di mezzo milione di
italiani lavorava da casa, contro gli oltre 5 milioni del 2021.
Una novità che ha portato con sé grandi cambiamenti nelle
abitudini dei lavoratori, come conferma il rapporto sul
benessere nel lavoro da casa 2022 di NFON, che ha intervistato
gli smart worker di sei Paesi europei, capendo come vivono la
nuova situazione.
E il paradosso più evidente emerso dalla ricerca è che
lavorando da casa si lavora di più rispetto a prima, con piu’
stress, ma al tempo stesso si ha più tempo libero a
disposizione. Quasi per 3 lavoratori su 10, infatti, con lo
smart working è aumentato il carico di lavoro, mentre per 1
lavoratore su 4 è cresciuto il numero di ore che dedica al
lavoro. Ma se aumenta il lavoro, al tempo stesso per il 36%
degli intervistati lavorando da casa hanno più tempo da dedicare
alla famiglia e agli amici, mentre quasi 3 lavoratori su 10
possono praticare più sport rispetto a prima.
Un paradosso, però, solo all’apparenza. Evitando lunghi
spostamenti e con una programmazione generalmente più flessibile
nell’arco della giornata, se l’organizzazione è buona, è
possibile avere più tempo a disposizione, grazie anche
all’orario di lavoro personalizzato, l’alfabetizzazione digitale
e altri fattori di benessere possono contribuire. (ANSA).