I 3 siti della Soprintendenza Roma solitamente chiusi il lunedì
(ANSA) – ROMA, 31 OTT – Una passeggiata tra le rovine
monumentali delle Terme di Caracalla o una visita alla scoperta
della Villa di Livia sulla via Flaminia o dell’Arco di
Malborghetto, sempre sulla via Flaminia antica dove secondo la
tradizione Costantino si accampò alla vigilia della battaglia di
Ponte Milvio. Per il ponte di Ognissanti apertura straordinaria
domani, lunedì 1 novembre, per i tre siti archeologici della
Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Daniela Porro.
Si potrà scegliere tra i mosaici e i resti delle vasche del
più lussuoso impianto termale dell’antica Roma con la struttura
architettonica ancora intatta delle palestre, la piscina e il
frigidarium. Oppure avventurarsi alla scoperta di luoghi più
inconsueti come Arco di Malborghetto e la Villa di Livia. Il
primo è un posto dove archeologia, storia e natura si
armonizzano in modo unico e dove rivive la tradizione secondo la
quale Costantino, accampatosi proprio lì, abbia visto al
tramonto nel cielo il segno della croce e che “durante il sonno
viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di
Dio e di dar battaglia”. Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312,
Costantino sbaragliava vicino a Ponte Milvio l’esercito del
rivale Massenzio. Diventato imperatore, Costantino per celebrare
la battaglia e il sogno premonitore fece erigere a Malborghetto
un arco quadrangolare la cui struttura è ancora oggi visibile.
La Villa di Livia, i cui resti sorgono sempre lungo la Via
Flaminia all’interno di un parco incontaminato, regala
l’emozione della scoperta di quelle che furono le stanze della
moglie di Augusto con gli ambienti privati e la zona di
rappresentanza, un piccolo giardino interno e una grande
terrazza da cui si poteva ammirare il Tevere. Anche per questa
villa c’è una leggenda, riportata da Plinio, secondo la quale
un’aquila lasciò cadere dall’alto nel grembo di Livia una
gallina di straordinario candore, che teneva nel becco un ramo
di alloro con le sue bacche. Consigliata dagli aruspici, Livia
allevò il volatile e piantò il rametto, da cui nacque un bosco.
Tutte le informazioni sui siti online della Soprintendenza e di
Coopculture. (ANSA).