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Addio a Emma Bonino, storica leader dei Radicali

Scompare una protagonista di oltre cinquant'anni di grandi battaglie civili ed europeiste dell'Italia repubblicana

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Emma Bonino viene alla luce a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. Cresce politicamente accanto a Marco Pannella, fino a diventare essa stessa uno dei volti più riconoscibili del radicalismo italiano. La sua storia si intreccia con alcune delle battaglie civili più significative degli ultimi cinquant’anni: dalla campagna per la legalizzazione dell’aborto negli anni Settanta, fino al ruolo avuto, tra gli anni Ottanta e Novanta, nella costituzione della Corte penale internazionale.

Gli ultimi anni di malattia

Nel 2015 aveva reso nota la diagnosi di microcitoma polmonare, forma tumorale ai polmoni da cui si era dichiarata guarita nel 2023. Nel biennio successivo, tuttavia, era stata più volte ricoverata a causa di problemi respiratori, prima nell’ottobre 2024 e poi nel novembre 2025. Una nuova crisi respiratoria l’ha condotta al ricovero, lunedì 7 settembre, presso l’ospedale Santo Spirito di Roma; il giorno seguente è stata trasferita in una clinica privata.

Ad annunciarne la scomparsa sono stati gli esponenti dei Radicali, che l’hanno descritta come una delle voci più libere e coraggiose espresse dalla politica italiana e internazionale, evidenziando come il suo lascito politico resterà un riferimento imprescindibile.

Dagli esordi radicali al Parlamento

L’impegno politico di Bonino affonda le radici negli anni Settanta, quando aderisce al Partito Radicale e partecipa attivamente alle campagne referendarie sui grandi temi dei diritti civili, dall’interruzione di gravidanza all’energia nucleare. Nel 1976, non ancora trentenne, ottiene il primo seggio alla Camera dei Deputati, incarico che manterrà attraverso numerose legislature.

Due anni più tardi, nel 1978, partecipa alla fondazione di Food and Disarmament International, organizzazione dedicata al contrasto della fame nel mondo. Il 1979 segna invece l’apertura di una nuova fase, quella europea: viene eletta al primo Parlamento europeo scelto direttamente dai cittadini, dove entra nella commissione Energia e ricerca. Nel 1984 ottiene un nuovo mandato a Strasburgo, che porta avanti insieme a quello parlamentare italiano.

Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta il suo ruolo assume una dimensione sempre più internazionale: guida come presidente il Partito Radicale Transnazionale dal 1991 al 1993, per poi assumerne la segreteria fino al 1994.

L’esperienza di governo e la nascita di +Europa

Dal 1995 al 1999 riveste il ruolo di commissaria europea, un’esperienza che rafforza ulteriormente la sua immagine di figura di spicco dell’europeismo italiano. Nel corso della carriera viene inoltre candidata in tre occasioni alla carica di Presidente della Repubblica.

Il 2006 segna un altro passaggio storico: è la prima esponente del mondo radicale a ottenere un incarico ministeriale, all’interno del secondo governo Prodi. Un’esperienza analoga si ripete nel 2013, con il governo Letta. Nel 2017, infine, fonda +Europa, la formazione politica con cui prosegue il proprio impegno fino agli anni più recenti.