Gualtieri inaugura il nuovo centro di cybersicurezza all'Eur Torrino, la struttura che coordina la difesa digitale della città
Mentre Roma viveva il suo anno del Giubileo, con milioni di pellegrini e turisti che affollavano le strade della città, un’altra battaglia si combatteva in silenzio: quella contro gli attacchi informatici che ogni giorno prendono di mira i sistemi digitali della Capitale.
A dare i numeri degli attacchi degli hacker è stato il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto all’inaugurazione della nuova sala operativa del Cyber Security Operations Center (Csoc) all’Eur Torrino — la struttura che coordina la difesa digitale della città. I numeri che ha portato con sé raccontano una pressione costante e massiccia: nel solo 2025 i sistemi di sicurezza del Comune hanno bloccato 20,7 milioni di minacce tramite i Web Application Firewall, neutralizzato oltre 20.000 siti malevoli, fermato più di 380 attacchi virus e respinto 117 tentativi di mettere fuori uso i portali istituzionali, quasi la metà dei quali classificati come altamente critici.
Tra gli episodi più recenti, Gualtieri ha rivelato un attacco diretto al sistema delle biblioteche comunali, avvenuto proprio in questi giorni e “fronteggiato prontamente” dalle strutture competenti. Un dettaglio che colpisce: non solo infrastrutture critiche o portali istituzionali nel mirino, ma anche i servizi culturali di prossimità che i romani usano ogni giorno.
“Sono numeri che fotografano un’emergenza silenziosa, quotidiana, costante”, ha detto Gualtieri. Una guerra che non fa rumore, ma che richiede un esercito di tecnici, sistemi e protocolli sempre aggiornati. La nuova sala operativa del Csoc è la risposta più recente a questa sfida: un centro di controllo da cui monitorare in tempo reale le minacce e coordinare la risposta agli attacchi. “Ci raccontano anche un’altra cosa”, ha aggiunto il sindaco: “il lavoro serio, competente e significativo svolto dalle nostre strutture.” Un riconoscimento dovuto, per chi combatte ogni giorno una battaglia che nessuno vede.