Dopo la sperimentazione con gli accessi contingentati, avviata lo scorso anno in occasione dei lavori di restauro del monumento e poi proseguita, l'idea del biglietto era stata congelata in attesa della fine dell'Anno Santo
foto dalla pagina Facebook di Massimiliano Smeriglio
Si va verso l’istituzione di un biglietto di accesso alla Fontana di Trevi a Roma per turisti e visitatori non residenti nella Capitale. Il costo simbolico su cui si sta ragionando è intorno ai 2 euro e il biglietto riguarderebbe soltanto l’area più propisciente al monumento e non tutta la piazza. Dopo la sperimentazione con gli accessi contingentati, avviata lo scorso anno in occasione dei lavori di restauro del monumento e poi proseguita, l’idea del biglietto era stata congelata in attesa della fine dell’Anno Santo. Con l’avvicinarsi della cerimonia di chiusura del Giubileo, il 6 gennaio 2026, la proposta è tornata a circolare. Da Palazzo Senatorio così hanno fatto sapere che quella di istituire un contributo d’accesso alla Fontana di Trevi è soltanto un’ipotesi di lavoro su cui, com’è noto, l’amministrazione capitolina sta ragionando da tempo, tuttavia non sono state definite date né sono state prese decisioni in merito”. In una intervista alla trasmissione “Un giorno da pecora” di Rai Radio1, l’assessore al Turismo Alessandro Onorato ha confermato: “Vogliamo fare cose rivoluzionarie, come creare una fila ordinata per entrare e uscire, evitare che si porti del cibo all’interno. Stiamo facendo una sperimentazione che sta andando molto bene e poi vediamo. Chiaramente se si vuol passare sulla piazza lo si può fare liberamente”.
L’area interessata dal biglietto di accesso sarebbe quella dei gradini intorno alla fontana. “Sì, una sorta di anfiteatro – ha proseguito Onorato -. Stiamo ragionando col sindaco cosa fare, l’idea potrebbe essere quella di introdurre un ticket per i non residenti, ci stiamo ragionando”. Rispetto a un avvio della misura dal 7 gennaio, l’assessore ha precisato: “E’ vero che stiamo ragionando su questa cosa ed è verosimile che a breve si possa introdurre un nuovo meccanismo. Vediamo, questo lo dirà il sindaco, ora facciamo passare l’anno. Ma voglio chiarire che nessuno vuole innalzare cancellate o cose strane”. Sul punto l’associazione che tutela i consumatori, Codacons, ha fatto sapere di essere contraria all’istituzione del biglietto ma favorevole all’accesso contigentato: “Siamo da sempre contrari alla monetizzazione di monumenti, piazze, fontane e siti di interesse storico e culturale, e crediamo che istituire biglietti di ingresso a pagamento sia un danno per i turisti, i quali devono poter godere gratuitamente delle bellezze di Roma, anche perché spesso i soldi raccolti attraverso i balzelli imposti ai turisti che arrivano in Italia, come nel caso della tassa di soggiorno, non vengono utilizzati per migliorare i servizi all’utenza ma solo per coprire i buchi di bilancio – spiega il Codacons – Al tempo stesso occorre limitare affollamenti e turismo di massa, che creano degrado e deturpano il patrimonio della capitale, e in tale direzione sosteniamo gli ingressi contingentati alla Fontana di Trevi, soluzione che permette agli stessi visitatori di godere meglio dell’area senza calche e assembramenti di persone”.