Il sindaco: "La Costituzione va cambiata con il consenso di tutti. Quando si fanno riforme a maggioranza, si fanno sempre pasticci"
foto dal profilo Facebook di Elly Schlein
La campagna per il no al referendum sulla giustizia, che si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo, si è chiusa ieri a piazza del Popolo a Roma. A scendere in piazza anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha scelto la manifestazione del Comitato “Società civile per il No” per spiegare perché voterà contro. Per Gualtieri una scelta che va al di là delle posizioni politiche: “Il No è basato sul merito.” La riforma, a suo avviso, non risolve i problemi della giustizia italiana ma ne crea di nuovi, intaccando uno dei pilastri su cui si regge lo Stato di diritto: l’indipendenza della magistratura. Il sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno rappresenta per il sindaco il punto più critico: “Non esiste in nessun Paese al mondo e l’effetto è quello di rendere più debole l’autonomia”.
Netto anche il giudizio sulla separazione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri: una misura che, secondo Gualtieri, non renderebbe il sistema più garantista, ma finirebbe per plasmare nei pm “una cultura dell’accusa e non della giurisdizione”. Tanto più, ha aggiunto, che la separazione delle carriere avrebbe potuto essere introdotta con una legge ordinaria, senza toccare la Costituzione.
Ed è proprio su questo punto che Gualtieri ha chiuso il suo intervento con un avvertimento politico più ampio: “La Costituzione va cambiata con il consenso di tutti. Quando si fanno riforme a maggioranza, si fanno sempre pasticci”