A Roma non si applicheranno più le modalità di riparto previste dal Fondo di solidarietà comunale, visto il "particolare rilievo riconosciuto alla stessa dalla Costituzione”
Dal 2026 non si applicheranno più a Roma Capitale le modalità di riparto previste dal Fondo di solidarietà comunale. Lo prevede un emendamento del governo alla manovra di Bilancio . L’esclusione di Roma Capitale dal Fondo perequativo, attraverso il meccanismo attualmente in vigore basato sulla differenza tra le capacità fiscali e i fabbisogni standard, per il Campidoglio comporterà lo stabilimento di importi fissi di versamento e di perequazione verso il Fondo: 79.622.195 euro nel 2026, 69.622.195 euro nel 2027 e 57.622.195 euro a decorrere dal 2028.
Viene inoltre fissata, dal 2026, la quota di Imu trattenuta dall’Agenzia delle entrate per Roma Capitale al fine di alimentare il Fondo di solidarietà comunale, pari a 217.035.438 euro.
“La fuoriuscita di Roma Capitale dal meccanismo perequativo è volta a tener conto del particolare rilievo riconosciuto alla stessa dalla Costituzione”, si legge nella relazione tecnica.