Ucciso per il controllo della piazza di spaccio
Sono quattro le persone raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, due delle quali già detenute per altri reati, e che dovranno rispondere dell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto nel quartiere Corviale il 15 gennaio del 2024. Il 33enne è stato raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in auto in via Edoardo Tabacchi. Fin dalle prime indagini, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sul controllo delle piazze di spaccio e già nel 2024 è stato eseguito un fermo, su ordine della procura capitolina, nei confronti di uno dei mandanti e di due esecutori materiali, dopo che alcune perquisizioni avevano permesso di rivenire armi e munizioni a disposizione del commando. Le ordinanze di custodia cautelare, notificate stamattina dai carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci e dalla squadra mobile della questura, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma, riguardano due persone ritenute anche queste mandanti dell’omicidio e altre due ritenute invece concorrenti nel reato, poiché avrebbero fornito le armi e le indicazioni necessarie a rintracciare Molè.
Dalle indagini, inoltre, sono emersi anche elementi utili a confermare il movente supposto fin dal principio e a ricondurre l’assassinio a questioni di rivalità per il controllo dei traffici illeciti del territorio, tenendo conto che gli attuali indagati sarebbero i gestori della piazza di spaccio di via Donna Olimpia 30, nel vicino quartiere di Monteverde. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria è scaturito dagli esiti di una complessa attività investigativa, condotta attraverso attività tecniche di intercettazione e quotidiani servizi di appostamento, rafforzati dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.