Il Campidoglio prova a rassicurare: il progetto stadio, assicurano gli assessorati competenti, prevede una compensazione di sei ettari di nuovo verde. I comitati "No Stadio" restano in attesa di vedere il piano
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Tra i tanti nodi irrisolti che circondano la costruzione del nuovo stadio della Roma, quello ambientale è forse il più scivoloso. I Comitati “No Stadio” hanno riacceso il dibattito richiamando l’attenzione sulla tutela legale dell’area boscata di Pietralata, destinata a essere parzialmente trasformata per far posto all’impianto. Una mossa che ha spinto il Campidoglio a uscire allo scoperto con una risposta netta.
Gli assessorati all’Urbanistica e all’Ambiente hanno pubblicato una nota in cui rispondono, punto per punto, alle preoccupazioni dei comitati. Il bosco in questione, spiegano, non è intoccabile: è classificato come “area ambientale degradata”, con piante di scarso pregio, e la normativa forestale nazionale ne consente la trasformazione a patto che venga compensata altrove, con una superficie equivalente di nuovo bosco.
Il progetto di compensazione — che verrà presentato ufficialmente nelle prossime settimane — parla di circa sei ettari di verde all’interno del Parco centrale dello Stadio. Il Comune li descrive come un salto di qualità rispetto all’esistente: un’area oggi incolta, frequentata più dai rifiuti abbandonati che dai cittadini, che diventerebbe un polmone verde accessibile e curato.
Resta da vedere se questa promessa basterà a convincere chi si oppone. I comitati non sembrano intenzionati a fare passi indietro, e la partita — sportiva e politica — è ancora tutta aperta.