Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, la street artist Laika ha affisso a Roma, in via Boncompagni vicino all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, un poster intitolato “War Is Patriarchy”.
Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, la street artist Laika ha affisso a Roma un nuovo poster dal titolo “War Is Patriarchy” (“La guerra è patriarcato”). L’opera è comparsa in via Boncompagni, a pochi passi dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma.
Il poster raffigura una militante transfemminista che, con un calcio, spezza in due un missile. Con questa immagine l’artista vuole lanciare un messaggio contro i conflitti e contro il sistema di potere che, secondo lei, li alimenta. In una nota, Laika spiega che la giornata di lotta arriva in un momento molto difficile per l’umanità, segnato da crescenti tensioni internazionali e dal rischio di guerre su larga scala.
Secondo l’artista, la guerra rappresenta l’espressione più estrema del patriarcato, perché riproduce su scala globale la stessa logica di dominio, violenza e sottomissione. In questo sistema, afferma, la forza e il controllo prevalgono su diplomazia, cooperazione e rispetto dei diritti.
Nel suo intervento Laika critica anche alcune scelte politiche italiane, citando il Ddl Bongiorno, che a suo avviso rischia di indebolire la credibilità delle vittime di violenza e di aggravare la loro vittimizzazione nei tribunali.
L’artista conclude con un appello alla mobilitazione: invita a scendere in piazza per l’8 marzo e a partecipare allo sciopero del giorno successivo, sostenendo che opporsi alla guerra e al patriarcato significa “stare dalla parte giusta della storia”.