Un mese alla chiusura della mostra "Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo” alla GNAMC.
“Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo” alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.
Parte il conto alla rovescia per la mostra “Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Aperta lo scorso 10 febbraio e visitabile fino al 3 maggio, l’esposizione si propone di valorizzare una figura a lungo non pienamente riconosciuta nel panorama nazionale, ma molto apprezzata in ambito internazionale.
Nata a Venezia il 15 novembre 1900 e formatasi prima al Conservatorio Benedetto Marcello e poi all’Accademia di Belle Arti, Bice Lazzari attraversa l’Italia delle due guerre mondiali. Donna di forte carattere, dimostra una notevole capacità di adattamento in una società attraversata da profondi cambiamenti e ancora segnata da limitate opportunità per le donne.
Matita, olio su tela, tempera, mosaico, opere murali e persino tessuti: Lazzari si muove con disinvoltura tra tecniche e formati diversi, inseguendo quella libertà che nei suoi diari definisce come un “clima tanto adorato”.
Sono oltre 200 le opere in mostra, disposte secondo un percorso cronologico e tematico che restituisce la crescita coerente e silenziosa di un’artista autonoma e rigorosa.
Curata da Renato Miracco, in collaborazione con l’Archivio Bice Lazzari, l’esposizione comprende anche lettere e diari, che contribuiscono a delineare il profilo di una figura colta e profondamente appassionata. Un legame con l’arte che si traduce in una vera e propria necessità, capace di resistere anche alle difficoltà economiche e sociali del periodo fascista.
Un amore, il suo, che assume i tratti di una missione. Come scrive l’artista:
“Anche la pittura ha arresti misteriosi e infiniti mondi da portare alla conoscenza. Teso è lo spirito nella prepotente urgenza di dar vita a oscure forze che agiscono per una inesauribile ricerca della verità.”
L’esposizione è sostenuta da Gucci, main sponsor, con il contributo di PwC e dello sponsor tecnico MAG.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Allemandi, arricchito dai contributi di Dorothy Kosinski e Christine Macel, membri del comitato scientifico. Disponibile anche l’audioguida registrata dallo stesso curatore: una lettura scientifica e al tempo stesso intima del progetto espositivo, arricchita dalla lettura di brani tratti dall’autobiografia dell’artista.
Le opere esposte provengono da importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, il Solomon R. Guggenheim Museum e il National Museum of Women in the Arts, confermando così la rilevanza globale del progetto.