ieri, primo sì del Parlamento a Roma Capitale, Meloni attacca il Pd I Dem astenuti, la premier 'sorpresa': 'Era una riforma condivisa'
“Non è il tempo delle polemiche, ma è il tempo del lavoro. Se si tiene a questa riforma ci sono le condizioni per approvarla e quindi il mio appello è a tutti ad andare avanti”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in un punto stampa a Bruxelles, in merito alla riforma costituzionale per Roma Capitale approvata ieri in prima lettura alla Camera. “Ai cittadini le polemiche non interessano, penso che neanche dal punto di vista elettorale funzionino molto, quindi il mio suggerimento è di essere sobri e misurati e di lavorare concretamente e costruttivamente per concludere questa riforma”.
Il sindaco di Roma ha definito “intanto positivo che sia stato approvato il testo, perché poi al di là delle polemiche non bisogna dimenticare che il testo è stato è stato approvato, quindi il percorso va avanti. Avrei auspicato un sostegno parlamentare più ampio”, ha ammesso, ma “penso che le polemiche o addirittura decretare la fine di questo percorso sia prematuro, perché la maggioranza dei 2/3 è richiesta nelle ultime due votazioni e anche chi si è astenuto ha detto che è disponibile a votare a favore”, ha spiegato.
Nella giornata di ieri il primo via libera alla Camera è, infatti, diventato invece l’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione e di distinguo all’interno del centrosinistra. L’astensione del Pd “amareggia e stupisce”, ha detto Giorgia Meloni che nel voto a Montecitorio – contrari Avs e M5S, astenuta anche Italia Viva e a favore solo Azione – legge una battuta di arresto di un “processo costituente”.
Gualtieri per questo ha rivolto un appello “al governo, a tutti i partiti” che “invece di fare polemica” dovrebbero “lavorare a una legge ordinaria e procedere in parallelo con la legge costituzionale e legge ordinaria per dotare la Capitale dell’autonomia amministrativa, finanziaria, dei poteri e delle risorse adeguate al suo ruolo che è unico”, ha aggiunto. Roma in quanto “grande Capitale” merita “sicuramente questa riforma che però deve essere condivisa”, ha aggiunto ancora. “Adesso vedo dei toni sopra le righe, quindi vorrei che questo tema fosse sottratto alla dialettica tra i partiti, a un utilizzo propagandistico”. Gualtieri, a Bruxelles insieme all’Alleanza dei sindaci europei, valuta inoltre in maniera positiva che nella proposta di riforma costituzionale di Roma Capitale “la competenza sulla casa passerebbe” alla città. “Questo ci consentirebbe di non aver bisogno di una legge regionale per regolamentare gli affitti brevi” o più in generale consentirebbe “di gestire in modo unitario il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica che oggi è diviso in una parte regionale e una parte Roma Capitale”, ha concluso.
L’iter della riforma era stato piuttosto tormentato, con frenate in commissione, riunioni a Palazzo Chigi e mediazione della premier con Gualtieri e con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, tanto che l’approdo in Aula previsto subito dopo la debacle referendaria era stato rinviato di qualche settimana sui richiesta dei partiti (anche perché, oltretutto sarebbe caduto proprio subito dopo la commemorazione di Umberto Bossi).