Categorie: Economia urbana

Codognotto “bene immateriale” di Roma: il Municipio I chiede la tutela per salvare la storica bottega

Il Municipio I ha chiesto alla Soprintendenza di riconoscere lo scultore Ferdinando Codognotto e il suo lavoro come bene culturale demoetnoantropologico per evitare lo sfratto dal laboratorio di via dei Pianellari, dove lavora da oltre sessant’anni.

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Il Municipio I di Roma ha avviato una richiesta formale alla Soprintendenza speciale per tutelare la figura e l’opera dello scultore Ferdinando Codognotto, con l’obiettivo di evitare che l’artista sia costretto a lasciare la storica bottega di via dei Pianellari, a pochi passi da Piazza Navona. La proposta, sostenuta dalla presidente Lorenza Bonaccorsi e dall’assessora alla Cultura Giulia Silvia Ghia, punta a far riconoscere Codognotto come “bene culturale demoetnoantropologico”, cioè espressione di un patrimonio identitario e creativo legato alla città.

L’iniziativa nasce anche dopo una raccolta firme che ha superato le 1.700 adesioni a sostegno dello scultore, attivo nello stesso laboratorio da oltre 60 anni. Il contratto di locazione dello spazio, però, è in scadenza nei prossimi tre mesi e l’artista ha già ricevuto la comunicazione di cessazione, con il rischio che il locale venga trasformato in un garage.

Nonostante il laboratorio non risulti ufficialmente tra le botteghe storiche per un problema burocratico, diverse voci istituzionali e politiche sottolineano il valore culturale e artigianale del luogo. La richiesta di tutela mira quindi a preservare non solo lo spazio, ma anche la memoria artistica e culturale rappresentata dal lavoro dello scultore.

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