Al Roma Regeneration Forum il sindaco ha tracciato la sua visione sulla riforma costituzionale. "Spero che adesso le forze politiche, perché il sindaco non sta in Parlamento, dialoghino tra loro"
Il primo voto sul disegno di legge per la riforma costituzionale di Roma Capitale è arrivato, ma il sindaco Roberto Gualtieri ha chiarito al Roma Regeneration Forum che la partita vera è ancora tutta da giocare. Ha spiegato che il testo approvato in prima lettura è solo una cornice: “Va accompagnato da una legge ordinaria, dove c’è veramente, come si direbbe a Roma, la ‘ciccia’”, ha detto Gualtieri, precisando che senza un intervento concreto su risorse e poteri amministrativi i nuovi poteri legislativi rischiano di restare inutili, se non addirittura controproducenti.
Quello che conta davvero per Roma, ha sottolineato Gualtieri, non sono i poteri legislativi in sé, ma le soprintendenze, l’ordine pubblico, l’autonomia amministrativa e finanziaria: competenze che sono in mano allo Stato, non alla Regione. “Roma è un affare di Stato”, ha detto il sindaco, spiegando: “Siccome non è pensabile, e sarebbe una follia, che Roma diventasse uno Stato e prendesse le competenze dello Stato, la cosa fondamentale è l’autonomia amministrativa e finanziaria, che è quella della legge ordinaria. Spero che adesso le forze politiche, perché il sindaco non sta in Parlamento e ha il compito di dare un contributo di merito, dialoghino tra loro”.
“Dico al governo di parlare con l’opposizione e dico all’opposizione di parlare con il governo – ha sottolineato Gualtieri -. Noi siamo sempre pronti ad aiutare, io e Francesco (Rocca, ndr). Ci siamo messi d’accordo sulle competenze regionali a Roma in cinque minuti. Suggerirei alla maggioranza di non venire da me per parlare con la minoranza. Casomai gli diamo il numero di telefono e si parlano tra di loro e così speriamo che al Senato, o nei passaggi successivi, si arrivi a una maggioranza ancora più ampia, perché adesso non servono i due terzi per evitare il referendum, mentre ai voti finali sì. E che ci sia la legge con le cose vere”, ha concluso il sindaco.