La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, ha fatto crollare il petrolio, ma anche il gas. Bene? Sì, ma c'è un fatto. Per almeno qualche altra settimana il mercato continuerà a scontare i recenti rialzi dei prezzi
Per le imprese del Lazio è tempo di tirare un sospiro di sollievo. O forse no. La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, ha fatto crollare il petrolio, ma anche il gas. Bene? Sì, ma c’è un fatto. Per almeno qualche altra settimana il mercato continuerà a scontare i recenti rialzi dei prezzi, letteralmente impazziti da quando gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. E poi, le prossime bollette porteranno ancora in dote i rialzi delle ultime settimane. Insomma, la stangata è assicurata.
L’orizzonte è d’altronde corto e si ragiona di settimana in settimana. Per il momento, il conto che lievita mese dopo mese, come un elastico tirato oltre il limite. Quanto può reggere il tessuto produttivo laziale davanti all’ennesima ondata del caro energia? Secondo i primi calcoli, per le aziende del terziario le bollette elettriche potrebbero aumentare tra l’8,5% e il 13,9%, con un aggravio medio di circa 2.853 euro rispetto ai livelli del primo bimestre 2026. Ancora più pesante la dinamica del gas: rincari compresi tra il 30% e il 43,5%, pari a circa 3.408 euro in più per ciascuna impresa.
E c’è il pregresso dello scorso anno. Secondo l’analisi di Facile.it, nella regione la spesa media nel 2025 per i clienti domestici con fornitura nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 1.714 euro, valore solo di poco inferiore al 2024, ma ben più alto rispetto, ad esempio, al 2018, quando le bollette pesavano poco più di 1.100 euro. A pesare maggiormente sulle tasche dei laziali nel 2025 è stata la bolletta del gas che, in media, è arrivata a 979 euro, mentre per quella elettrica i residenti nel Lazio hanno dovuto mettere a budget 735 euro.