Categorie: Economia urbana

Fondazione Roma celebra 190mo anniversario della Cassa risparmio della Capitale

Le celebrazioni del 190mo anniversario sono state inoltre accompagnate dall'emissione di un francobollo commemorativo dedicato alla Cassa di Risparmio di Roma, inserito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy all’interno del programma di emissioni 2026

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Le Fondazioni di origine bancaria sono chiamate ad affrontare una nuova fase della loro storia. A discuterne sono stati alcuni dei più autorevoli protagonisti del settore in occasione del Simposio “190mo Radici romane. Visioni globali” organizzato da Fondazione Roma per celebrare il 190mo anniversario della Cassa di Risparmio di Roma, da cui trae origine l’attuale Fondazione. L’incontro si è tenuto oggi a Palazzo Sciarra Colonna. È quanto si legge in una nota. A sottolineare il rilievo nazionale dell’iniziativa – prosegue la nota – è stato il conferimento al Simposio della Medaglia del presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza, prestigioso riconoscimento riservato a manifestazioni di particolare interesse culturale, sociale e istituzionale. Un’onorificenza che valorizza il significato della ricorrenza e il contributo che la Cassa e poi Fondazione Roma hanno offerto nel corso di quasi due secoli alla crescita civile, culturale e sociale del Paese. Le celebrazioni del 190mo anniversario sono state inoltre accompagnate dall’emissione di un francobollo commemorativo dedicato alla Cassa di Risparmio di Roma, inserito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy all’interno del programma di emissioni 2026 per la serie tematica “i Valori sociali. Un’iniziativa che rende omaggio a una delle più antiche istituzioni creditizie italiane e al suo incessante impegno, ben oltre il territorio locale, a supporto della “comunità del bisogno” nei settori della salute, della ricerca scientifica, del volontariato, dell’arte e di molteplici altre attività con finalità sociali e con significativo impatto anche con riguardo allo sviluppo economico.

Dopo i saluti di Piero Colonna, vice presidente di Fondazione Roma, Davide Favrin, amministratore delegato del Gruppo Marzotto – altra storica realtà che nel 2026 celebra il 190mo anniversario dalla fondazione – e Camillo Tondi, portavoce dell’Associazione nazionale bersaglieri 1836-2026, il dibattito ha visto confrontarsi Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo e di Acri, Bernabò Bocca, presidente di Fondazione Cr Firenze, Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona, Anna Maria Poggi, presidente di Fondazione Crt, e Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma. Ha condotto i lavori Giuseppe Morandini, già presidente di Fondazione Friuli. Al centro del dibattito è stata posta la prospettiva di una nuova stagione per le Fondazioni bancarie, chiamate a rafforzare il proprio ruolo di investitori istituzionali responsabili e di promotori di innovazione sociale. Una sfida che richiede capacità di diversificazione, attenzione all’impatto delle scelte finanziarie e una crescente propensione a operare in rete, sviluppando progettualità condivise e interventi rivolti alle nuove fragilità sociali.

“Il 190mo anniversario della Cassa di Risparmio di Roma, oggi Fondazione Roma, rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un’occasione per guardare al futuro – ha dichiarato il presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi -. Le Fondazioni di origine bancaria hanno accompagnato una profonda trasformazione del sistema creditizio e del Paese, evolvendo da enti conferenti a protagonisti della filantropia istituzionale e dello sviluppo territoriale. Oggi siamo chiamati a compiere un ulteriore passo avanti. La sfida non è soltanto preservare il patrimonio, ma metterlo sempre più al servizio delle comunità attraverso una visione strategica capace di coniugare sostenibilità, innovazione e impatto sociale. Le Fondazioni hanno affrontato e superato moltissime sfide, ed oggi sono degli Enti ben strutturati ed organizzati, indispensabili al Paese per la promozione e per la realizzazione di rilevanti iniziative di utilità sociale. L’elemento identitario, costituito dal territorio di tradizionale riferimento, può rappresentare oggi un limite per esprimere tutte le loro potenzialità. Estendere i confini di operatività, abbandonando come ambito prioritario di intervento la comunità del territorio per abbracciare anche la comunità del bisogno, può consentire a questi Enti di esprimersi al meglio e di concorrere in misura assai più significativa a portare benessere, progresso civile e solidarietà altrove. Il riconoscimento della Medaglia del presidente della Repubblica conferita al Simposio costituisce per noi un motivo di grande orgoglio e un incoraggiamento a proseguire lungo questo percorso, nel segno della responsabilità, del servizio e dell’impegno verso il bene comune”, ha concluso Parasassi.

Il Simposio ha rappresentato non soltanto una celebrazione della storia di Fondazione Roma, ma anche un’occasione di riflessione sul contributo che il sistema delle Fondazioni può offrire alla crescita sostenibile, alla competitività e alla coesione del Paese negli anni a venire. A tal proposito, il Presidente Parasassi ha lanciato due proposte. Con la prima auspica una collaborazione delle grandi Fondazioni per la creazione di sportelli di comunità nel Sud Italia. Gli sportelli bancari delle allora Casse di Risparmio servivano non solo a raccogliere il risparmio e ad impiegarlo con prestiti e mutui alle famiglie e con finanziamenti alle imprese, ma fungevano anche come presidio locale per le attività filantropiche. Oggi, detti presidi possono essere ricostituiti, ad esempio, in ogni capoluogo di provincia nel Sud, come sportelli di comunità, con il compito di sostenere iniziative di utilità sociale. Con la seconda proposta, ancor più concreta e dal forte valore simbolico, ha invitato ad una cooperazione immediata ed efficace le Fondazioni di origine bancaria, il sistema bancario, le Fondazioni di impresa e le Fondazioni di famiglia, per risollevare le sorti della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (l’Ospedale di Padre Pio), che ha bisogno di una operazione di risanamento finanziario e di rilancio. L’importanza dell’incontro odierno è stata ulteriormente sottolineata anche dal Corpo dei Bersaglieri, che ha dato inizio all’evento con una esibizione della fanfara “Nulli Secundus” della Sezione di Roma Capitale. Il gruppo si è riunito nella vicina Piazza San Silvestro per poi recarsi fino alla terrazza panoramica di Palazzo Sciarra Colonna, sede della Fondazione, dove l’Inno di Mameli ha solennemente aperto il Simposio.