Categorie: Economia urbana

Il Lazio ridisegna la mappa dei rifiuti: Roma al centro della nuova strategia

Non solo perché recepisce integralmente il Piano di Roma Capitale, ma perché ne fa l’asse portante dell’intera strategia regionale

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Il nuovo Piano regionale dei rifiuti 2026-2031 segna una discontinuità profonda nella gestione del ciclo nel Lazio. Non solo perché recepisce integralmente il Piano di Roma Capitale, ma perché ne fa l’asse portante dell’intera strategia regionale. La scelta è politica prima ancora che tecnica: la Regione assume senza modifiche dati, obiettivi e impianti previsti per la Capitale, compreso il termovalorizzatore da 600mila tonnellate annue, approvato dal commissario straordinario per il Giubileo 2025, Roberto Gualtieri. Una decisione che riconosce implicitamente il peso demografico e produttivo di Roma – quasi metà della popolazione regionale – nella definizione degli equilibri complessivi.

Dalla frammentazione provinciale a due macro-aree

Il passaggio più significativo riguarda la riorganizzazione territoriale. Gli Ato passano da cinque a due, superando la logica provinciale: un grande ambito che comprende tutto il Lazio esclusa Roma; un ambito autonomo per la Capitale.
Roma, con una densità di oltre 2.100 abitanti per kmq contro i 182 dell’Ato 1, viene così trattata come sistema a sé, con impiantistica dedicata e un percorso verso l’autosufficienza separato.

Oggi il sistema presenta squilibri evidenti. Gli impianti Tmb non garantiscono autosufficienza a Roma e Rieti: nella Capitale il deficit supera le 630mila tonnellate annue; a Rieti manca completamente l’offerta impiantistica. La risposta è nella termovalorizzazione. Oltre all’impianto romano, il piano prevede il ruolo centrale di San Vittore (40omila tonnellate annue).

L’idea è che, una volta a regime, i due impianti possano assorbire rifiuti indifferenziati non riciclabili di Roma, frazioni combustibili in uscita dai Tmb del resto del Lazio, scarti delle raccolte differenziate.
Negli ultimi anni di piano l’offerta dovrebbe superare leggermente la domanda, garantendo margini operativi e maggiore stabilità del sistema.

Obiettivi ambientali e riduzione dei rifiuti

Parallelamente, la Regione punta a ridurre la produzione complessiva da 2,865 milioni di tonnellate (dato 2023) a 2,691 milioni nello scenario ottimale al 2031. Una riduzione che si affianca alla trasformazione completa degli impianti Tm in Tmb, in un’ottica di maggiore efficienza del trattamento. Il piano è ancora in fase procedurale – conclusa la fase preliminare della Vas, dovrà essere adottato dalla giunta e poi approvato dal Consiglio – ma la direzione appare chiara: meno frammentazione, più autosufficienza territoriale, forte centralità dell’impiantistica energetica. Una scelta destinata a incidere non solo sull’ambiente, ma anche sugli equilibri politici e territoriali della regione.

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