Il presidente americano annuncia lo stop agli scambi commerciali con Madrid dopo il rifiuto spagnolo di aprire le basi in Andalusia
“No alla guerra.” Pedro Sanchez non arretra. Il premier spagnolo ha risposto pubblicamente alle critiche di Donald Trump, che aveva puntato il dito contro Madrid per il rifiuto di concedere l’utilizzo delle basi militari in Andalusia nell’ambito dell’operazione americana contro l’Iran.
“Siamo contrari a questo disastro”, ha dichiarato Sanchez, sottolineando che la posizione spagnola è condivisa da “molti altri governi” e da “milioni di cittadini in tutta Europa, Nord America e Medio Oriente”. “Non saremo complici per paura di rappresaglie”, ha aggiunto.
La risposta di Trump non si è fatta attendere. Davanti ai giornalisti, il presidente americano ha annunciato lo stop agli scambi commerciali con la Spagna. “La Spagna si è comportata in modo terribile. Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro”, le sue parole. Nel mirino del tycoon, oltre al rifiuto delle basi, anche l’opposizione spagnola all’aumento dei fondi per la difesa in ambito Nato.
L’annuncio era arrivato nel corso di un punto stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante il quale Trump aveva stilato una pagella degli alleati europei: promossi Germania e il segretario generale della Nato Mark Rutte, bocciati Spagna e Gran Bretagna, con una stoccata diretta al premier britannico Keir Starmer.
La Commissione europea ha risposto con fermezza. Il vice portavoce Olof Gill ha dichiarato che Bruxelles è “pronta ad agire, se necessario” per tutelare gli interessi dell’Ue, esprimendo “piena solidarietà” con tutti gli Stati membri, Spagna inclusa. “Gli scambi commerciali tra Ue e Stati Uniti sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi”, ha sottolineato Gill, ricordando l’accordo commerciale concluso lo scorso anno tra le due parti e chiedendo a Washington di rispettare gli impegni presi.