Nel Lazio circa il 7% degli studenti non arriva al diploma, ma a Roma il fenomeno cambia drasticamente da zona a zona: nelle aree più disagiate si arriva fino al 27,9% di abbandono precoce. Accanto alla dispersione esplicita cresce anche quella “implicita”, con studenti che si diplomano senza competenze adeguate, mentre scuole e istituzioni cercano di reagire con progetti formativi, borse di studio e percorsi professionalizzanti.
Nel Lazio la dispersione scolastica riguarda circa 7 studenti su 100 che non arrivano al diploma, secondo i dati Istat, ma il fenomeno è molto diseguale e varia fortemente da zona a zona.
Secondo uno studio di Save the Children, a Roma il divario tra quartieri è netto. Nel quartiere Trieste – dove meno del 2% delle famiglie vive in potenziale disagio economico – circa un giovane su venti (5,4%) abbandona precocemente gli studi, contro una media comunale del 9,5%. Valori simili si registrano anche in aree come Nomentano, Salario, Flaminio e Appio Latino, dove l’abbandono precoce resta sotto al 6%.
All’estremo opposto della città, la situazione cambia radicalmente. Alla Magliana più di un ragazzo su quattro (27,9%) lascia la scuola prima del diploma e quasi due su cinque (38,7%) non studiano né lavorano. A Santa Palomba l’uscita precoce dal sistema di istruzione raggiunge il 21,6%, a Tor Cervara il 18,9%, a San Lorenzo il 18,1% e alla Romanina il 16,9%. Un mosaico di dati che restituisce con chiarezza quanto il contesto territoriale continui a pesare sulle opportunità educative e sui destini scolastici dei più giovani.
Accanto alla dispersione “esplicita” (abbandono della scuola) esiste anche quella “implicita”, cioè studenti che si diplomano ma senza competenze adeguate. Le scuole e le istituzioni stanno cercando di contrastare il fenomeno con progetti pomeridiani, formazione professionale, borse di studio e iniziative regionali e nazionali, ma il problema resta fortemente legato alle disuguaglianze sociali e territoriali.