La Regione Lazio presenta un piano strategico per sostenere università, turismo e imprese nei territori colpiti dal sisma del 2016.
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca
Un piano da oltre 200 milioni di euro è stato presentato per ridisegnare il futuro del cratere sismico del Lazio, con un focus su università, imprese, turismo, innovazione e infrastrutture. Questo progetto rappresenta lo stato di avanzamento del Piano strategico di sviluppo socioeconomico del Cratere Laziale, un’iniziativa della Regione Lazio per accompagnare la rinascita economica e sociale delle aree colpite dal terremoto del 2016.
Il piano si basa sulla valorizzazione delle vocazioni del territorio e sulla creazione di una rete di interventi integrati, grazie all’operato dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione. Tra le priorità ci sono il rafforzamento del sistema universitario reatino, il rilancio del comparto produttivo, lo sviluppo del turismo lento e sportivo, il potenziamento delle infrastrutture e misure per contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Durante l’incontro, l’assessore regionale ai Lavori pubblici e alla Ricostruzione Manuela Rinaldi e il presidente di LAZIOcrea, Giuseppe Sacco, hanno presentato un nuovo avviso pubblico per gli investimenti produttivi nei Comuni del cratere sismico. Il bando prevede circa 3,5 milioni di euro per micro, piccole e medie imprese, con contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili. Gli investimenti finanziabili variano da 20 mila euro a 1,5 milioni, con un contributo massimo di 300 mila euro per azienda.
“L’obiettivo della Regione Lazio è offrire concrete opportunità di rinascita a un territorio duramente colpito dal sisma del 2016”, ha dichiarato Manuela Rinaldi. “L’avviso pubblico rappresenta uno strumento concreto per sostenere gli investimenti delle imprese e favorire lo sviluppo economico del territorio.”
Il Piano di sviluppo socioeconomico individua cinque direttrici strategiche per concentrare gli investimenti. Tra queste, la rete dei cammini e delle ciclovie, il Biodistretto dell’Alto Lazio, il sistema universitario di Rieti, il rilancio del Terminillo come polo per attività outdoor e un piano di housing sociale per contrastare lo spopolamento. Le risorse già attivate superano i 200 milioni di euro, provenienti dal Piano Nazionale Complementare Sisma 2016 e dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, con ulteriori fondi dal Programma FESR Lazio 2021-2027.
Tra i progetti già avviati c’è lo sviluppo del Cammino di San Giuseppe, che collegherà Leonessa ad Amatrice, e il progetto del Biodistretto Alto Lazio, con un investimento di 3,5 milioni di euro per infrastrutture e laboratori di ricerca. Sul fronte universitario, è in corso lo sviluppo del polo accademico reatino, con un investimento di 15 milioni di euro per l’adeguamento dell’ex ospedale civile di Rieti.
Il Piano prevede anche l’estensione della fibra ottica e della banda ultralarga nei 15 Comuni del cratere, migliorando la copertura nelle aree rurali e lungo i percorsi turistici. Saranno sviluppati servizi digitali avanzati e un Piano di marketing territoriale per promuovere il territorio come destinazione turistica e attrattiva per nuovi investimenti.
La Regione mira a costruire un rilancio duraturo, coniugando ricostruzione, sviluppo economico, innovazione e qualità della vita, trasformando il post-sisma in un’opportunità di crescita per l’intero territorio reatino.