L'assessore capitolino Onorato rilancia l'ipotesi olimpica: il 90% degli impianti c'è già, e per il resto Roma offre qualcosa che nessuna altra città può permettersi. Manca un palazzetto moderno, ma il Colosseo vale più di qualsiasi arena
La scherma all’ombra del Colosseo, il salto in alto a piazza di Spagna, il salto in lungo a piazza Navona. Alessandro Onorato, assessore capitolino ai Grandi eventi, non lesina sulla fantasia quando parla di una possibile candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2036 — o, più probabilmente, del 2040. E in un’intervista al Corriere della Sera traccia i contorni di una città che, a suo avviso, è già in gran parte pronta.
“Il 90 per cento degli impianti sportivi ci sono già”, ha detto l’assessore, che individua come unica lacuna strutturale la mancanza di un palazzetto moderno. Per il resto, Roma offrirebbe qualcosa che poche altre sedi olimpiche possono permettersi: gare in luoghi iconici senza eguali, con Ostia disponibile per vela e skate e il centro storico a fare da scenografia naturale. “Sarebbero spot unici per la nostra città”, ha concluso.
Roma ha già ospitato i Giochi nel 1960 — ricordati come tra i più belli della storia moderna, con la maratona notturna lungo la via Appia — e sa cosa significa trasformare la propria storia in spettacolo globale.