In valori assoluti i reati sono stati 123.815, un numero che colloca il capoluogo piemontese al quinto posto in Italia, dopo Milano, Firenze, Roma e Bologna
Nel 2025 a Torino le denunce sono state 5.615 ogni 100mila abitanti, il 4,3% in meno rispetto all’anno precedente. È il dato del Viminale sull’indice di criminalità, diffuso in anteprima dal Sole 24 Ore. In valori assoluti i reati sono stati 123.815, un numero che colloca il capoluogo piemontese al quinto posto in Italia, dopo Milano, Firenze, Roma e Bologna.
Dall’analisi emerge che il 5,8% dei reati riguarda minori, mentre il 40,4% coinvolge cittadini stranieri. Se si guarda al periodo 2019-2025, i reati risultano comunque in crescita del 6,3%.
Sul fronte delle politiche cittadine, il Comune sta lavorando in particolare sul decoro pubblico. Il sindaco Stefano Lo Russo ha chiesto al Governo di far seguire agli annunci sulla sicurezza risorse concrete: “Servono più agenti e mezzi adeguati”. Secondo il primo cittadino, la sicurezza poggia su quattro pilastri: politiche comunali di cura e coesione sociale, presidio delle forze dell’ordine, sanità territoriale e un sistema penitenziario capace di garantire sicurezza e reinserimento. Lo Russo ha poi ricordato che il Comune ha investito nella rigenerazione urbana tutte le risorse del Pnrr disponibili, per costruire sicurezza attraverso la cura della città.