Italia Nostra e Bianchi Bandinelli contestano il concorso internazionale di idee: «La Villa è un bene pubblico inviolabile e non edificabile»
Nuovo fronte di scontro a Roma sul futuro di Villa Borghese e della Galleria Borghese. Italia Nostra e l’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli chiedono il ritiro immediato del bando internazionale per l’ampliamento del museo, sostenendo che i vincoli storici e normativi che tutelano la Villa impediscano qualsiasi nuova edificazione all’interno del parco.
Secondo le associazioni, la legge del 1901 con cui lo Stato cedette Villa Borghese al Comune di Roma impone che il complesso venga conservato come “pubblico giardino”, senza modifiche strutturali. Da qui la richiesta alle istituzioni di fermare il concorso di idee promosso per immaginare nuovi spazi destinati alla Galleria.
«Villa Borghese è dei cittadini romani e il suo stato attuale non è modificabile», ha spiegato il presidente di Italia Nostra Roma, Oreste Rutigliano, sottolineando come il valore storico e paesaggistico dell’area non possa essere subordinato a logiche di espansione museale.
Le associazioni contestano anche l’impostazione economica dell’operazione, affidata attraverso una sponsorizzazione tecnica gratuita alla società Proger. Secondo il giornalista e scrittore Giulio Cederna, non si tratterebbe di una semplice iniziativa culturale ma di «un’operazione pubblicitaria» legata al sistema delle sponsorizzazioni.
Al centro delle critiche c’è soprattutto la tutela dell’identità storica della Villa e del cosiddetto “Teatro dell’Universo” immaginato nel Seicento dal cardinale Scipione Borghese, dove natura, giardini e collezioni artistiche costituivano un insieme unitario. Per le associazioni, qualsiasi ampliamento rischierebbe di alterare un equilibrio storico e paesaggistico considerato intoccabile.