Tra resistenze sindacali e caos urbano, ecco perché il modello londinese da noi non funzionerà mai
Un biglietto da due euro per chi decide di acquistarlo sull’autobus con 50 centesimi che vanno all’autista. È la nuova sperimentazione che ha in mente Atac per cercare di “europizzare” le modalità di vendita del biglietto sugli autobus romani. Una prova che avrà luogo sulla linea circolare 669 che serve quartieri come Marconi, San Paolo e Garbatella. L’innovazione troverà quasi certamente l’approvazione di tutti gli utenti Atac che pagano il biglietto e che si chiedono come sia possibile che l’azienda, negli anni, sia riuscita a fare così poco per contrastare i ‘portoghesi’ e l’evasione.
Ma il placet degli utenti rischia di rimanere lettera morta, visto che il biglietto pagato all’autista (forse) rimarrà solamente un sogno.
Vediamo perché.
I SINDACATI
I primi a storcere il naso sono stati proprio i sindacati, poco convinti che la nuova idea possa essere accompagnata da una gratificazione economica che premi la nuova mansione per gli autisti. La disapprovazione è stata accompagnata da una lettera di diffida per una scelta definita “unilaterale” che non considera in maniera approfondita il tema della sicurezza degli autisti che dovrebbero distribuire i biglietti in cambio di denaro. In poche parole: a Londra hanno il vetro di sicurezza, a Roma no e quindi il rischio è maggiore e l’incolumità del guidatore, già più volte offesa, ulteriormente messa in discussione.
IL CAOS CITTADINO
In una città caotica come Roma, il biglietto fatto sul bus costituirebbe sicuramente un intralcio e un penalizzante rallentamento del traffico. I bus sono insufficienti, la puntualità una chimera e la sosta per trovare gli spicci nelle tasche potrebbe davvero completare la disfatta. La comparazione con le altre città italiane, dov’è possibile comprare il ticket dal conducente, deve tenere conto delle ricadute negative che la novità potrebbe avere sulla viabilità cittadina.
“A Treviso per esempio funzionava così, salita solo anteriore, se non avevi il biglietto a 1,20€ ma te lo vendeva l’autista a 1,50€. Però lì non c’erano problemi di traffico e di utenza come a Roma e la perdita di tempo era limitata” racconta a Radiocolonna il blogger Mercurio Viaggiatore.
Ci sono realtà italiane, come Ravenna e Ferrara, in cui si entra solo dalla parte anteriore con il conducente che controlla che gli utenti timbrino biglietti e abbonamenti.
“A Sydney, 5 milioni di abitanti, si entra solo davanti e finché tutti non timbrano il bus non parte – prosegue Mercurio – a Roma, dato il livello di diseducazione e di traffico, è quasi impossibile far fare il biglietto dall’ autista. Però la salita anteriore è possibile, magari con un bigliettaio a bordo nei primi tempi”. Sul fronte della sicurezza si potrebbe attivare una collaborazione con le forze dell’ordine per un pronto intervento in caso di disordini. Sulle ricadute che avrebbe l’innovazione in termini di lentezza del servizio, sarebbe opportuno aumentare la frequenza dei bus. Un’eventualità che, con lo stato attuale del parco mezzi di Atac, appare più vicina alla fantascienza che alla realtà.