Inchiesta fotogiornalistica di Giancarlo Ceraudo alla scoperta degli aerei dei desaparecidos: usati anche dalle Nazioni Unite
“Dove sono finiti gli aerei?” Parte da questo interrogativo il grande lavoro d’inchiesta del fotoreporter romano Giancarlo Ceraudo sull’Argentina ai tempi della dittatura militare. Un lavoro che è diventato un libro, Destino Final, presentato al MAXXI di Roma insieme a Gigi Riva e Tiziana Faraoni de L’Espresso. Durato 15 anni e realizzato con la collaborazione della giornalista ed ex desaparecida Miriam Lewin, Destino Final è il racconto volante dell’Argentina degli anni ’70, quella dei Mondiali di Calcio, dei desaparecidos e del silenzio della comunità internazionale. Anni duri quelli tra il 1976 e il 1981, dove oltre 5mila dissidenti politici furono catturati dal regime militare argentino, narcotizzati e gettati nel mare.
Ceraudo è riuscito nell’impresa di cogliere un aspetto inedito del dramma dell’epoca, sepolto sotto decenni di silenzi e ruggine: la sorte degli aerei su cui i desaparecidos venivano uccisi. Una ricostruzione fotogiornalistica che ha permesso di portare alcuni responsabili dell’orrore di quegli anni a processo e che ha consentito di ricostruire la seconda vita dei velivoli. Sorti curiose, con aerei ritrovati a Buenos Aires, Bahia Blanca, Lussemburgo, Inghilterra e Fort Lauderdale negli Stati Uniti. Tre dei quali usati da una società lussemburghese che noleggia i velivoli alle Nazioni Unite. Nell’ultima parte della presentazione c’è stato un toccante collegamento Skype con Miriam Lewin dall’Argentina, nei luoghi in cui è stata detenuta per due anni e che ora le hanno permesso di raccontare un aspetto inedito di un’era che gli argentini non dimenticheranno mai.