Polemiche sulla sicurezza dopo l’incidente sulla Metro B. Un vecchio post su Facebook di Linda Meleo apre un nuovo dibattito.
Errore umano, treni vecchi o sistemi d’allarme inefficaci? Nei giorni che sono seguiti al tragico incidente della Metro B, politica, azienda e utenza si sono interrogati sulla sicurezza del trasporto pubblico romano. La gravità di un episodio che ha visto una donna trascinata dal treno in corsa ha fatto scattare l’indagine della Procura di Roma, quella interna di ATAC e la richiesta di chiarezza da parte dell’amministrazione.
La lente d’ingrandimento è rivolta verso i sensori della metro – che non avrebbero rivelato nessun intoppo – e nei confronti del comportamento, più o meno disattento, del macchinista.
Ma proprio sul primo punto (leve e sensori) la questione è tecnica e complessa, forse ignorata anche da chi ha la responsabilità politica del trasporto romano.
A scovare il post-Facebook della discordia è l’attento profilo Twitter ‘Mercurio Viaggiatore’, che ha pubblicato un vecchio post in cui Linda Meleo – assessora grillina ai Trasporti di Roma Capitale – sembra far confusione sul funzionamento della leva di allarme sulla metro.
Scrive Meleo, citando un episodio: “(..)Da una prima ricostruzione sembrerebbe che qualcuno abbia azionato intempestivamente il freno di emergenza(..)”
Il problema è che le leve d’allarme non frenano il treno ne sulla Metro A ne sulla Metro B. Sui treni della MetroB più vecchi (quell’MB100 protagonista dell’incidente della povera signora bielorussa) ci sono due leve: la sblocca porte (in teoria azionabile solo con treno fermo o quasi fermo) e l’allarme, che dà un segnale in cabina e obbligo di fermata alla prima stazione.
Sui treni più moderni, ad esempio quelli della serie 300, c’è la sola leva rossa d’allarme che dà il segnale in cabina al macchinista e apre l’interfono per comunicare con lui.
Come si può vedere nello screenshot, Linda Meleo poi corregge il post e sostituisce “freno d’emergenza” con “leva d’emergenza”. Una bella differenza. La correzione è avvenuta il 21 ottobre, la mattina seguente al post, non sapremo mai se in seguito a un moto spontaneo di consapevolezza o a una segnalazione da parte di qualcuno.
L’episodio è curioso e testimonia come le dinamiche di sicurezza della metropolitana possano trarre in inganno. Anche se sei la guida politica del trasporto pubblico capitolino.