La previsione di Konsumer: dal 4 maggio potrebbero arrivare sentenze esemplari
Ogni anno in Italia vengono consumate 600mila tonnellate di olio a fronte di una produzione annua di circa 400mila tonnellate. Un gap spaventoso che nel 2013 ha portato l’Italia a importare la cifra record di 460mila tonnellate e ha sollevato la questione dell’effettiva qualità dell’olio portato in Italia da paesi esteri.
Lo scorso anno due test organolettici disposti dal Gabinetto Analisti dell’Ufficio della Dogana hanno rilevato che su venti etichette nove spacciavano per extravergine olio vergine o di qualità inferiore. Una notizia che ha allarmato alcune associazioni di consumatori che non si sono fermate di fronte allo scontro con brand internazionali e hanno iniziato una battaglia per il “diritto alla conoscenza” dei cibi importati sul mercato alimentare italiano.
Pioniere della battaglia l’associazione Konsumer, che ha presentato in procura nove esposti per pratiche commerciali scorrette nei confronti di nove aziende del settore. “Il problema non è il sapore del prodotto ma la qualità delle olive utilizzate – racconta a Radiocolonna Fabrizio Premuti, presidente dell’Associazione Konsumer – ci sono canali non ufficiali che portano in Italia olio scadente”. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio dopo la Spagna. In Italia sono presenti circa 400 qualità di cultivar d’olio – varietà sinonimo di qualità – mentre in Spagna solo quattro. Dalla penisola iberica proviene anche gran parte di quell’olio importato che oggi è sotto osservazione e controllo. Il portale eldiario.es riporta un’informativa del ministero dell’agricoltura spagnolo – datata 1 aprile – che mette in guardia sul “ragionevole sospetto” che parte dell’olio prodotto ed esportato dalla Spagna sia olio lampante (di qualità inferiore) e non extravergine. All’ingrosso il prezzo degli oli lampanti sono di 2,5/3 euro mentre l’extravergine si colloca intorno ai 4-6 euro, frodi che su larga scala portano un guadagno enorme.
Konsumer è parte civile nel procedimento e ha ricevuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un’informativa che lascia presagire condanne esemplari.. “Sette etichette su nove potrebbero ricevere condanne esemplari fino a un milione di euro di multa – è il vaticinio di Fabrizio Premuti – dal 4 maggio potremmo avere novità importanti”. (Giacomo Di Stefano)