Categorie: Cronaca

“Un sindaco per il quoziente Roma”, ecco il Forum delle Famiglie

Emma Ciccarelli non si schiera, ma non poche le assonanze con Adinolfi

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“Il quoziente Roma”, dunque commisurare le tariffe e le tasse da pagare ai componenti il nucleo. Il Forum delle Famiglie del Lazio, composto da 47 associazioni  e presieduto da Emma Ciccarelli, guarda alle prossime elezioni comunali convinto che il proprio quoziente sia il mezzo principale per rilanciare natalità e consumi. In Italia si fanno pochi figli, e Roma non fa eccezione. Marchini, e Adinolfi hanno firmato il manifesto del Forum. Fassina giudica positivi molti punti. Giachetti, interpellato più volte, non ha risposto. Insomma, molti sono più o meno d’accordo, con quanto proposto da questa parte della società civile, ma è chiaro che le maggiori assonanze sono col Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi.

 

“Servono sgravi, andando a incidere anche sull’Isee. E’ un fatto di buona volontà, di mettersi a tavolino per trovare soluzioni concrete”, dice Ciccarelli a radiocolonna.it. La leader del Forum nel Lazio riconosce come questo strumento possa “costare un po’ di più” rispetto al regime attuale, ma così si “rimette in moto la natalità e l’economia”. Nel Lazio le famiglie in povertà relativa sono circa l’8,5% e quelle in povertà assoluta circa il 6,3%. Le, poche, misure messe in campo in questi anni dalle amministrazioni locali non hanno avuto grande effetto, e la questione fiscale è nei programmi di quasi tutte le forze politiche.

 

Per Ciccarelli a “Roma c’è la percezione che la famiglia è abbandonata. Ci sono politiche assistenziali, ma il nucleo familiare non viene considerato un riferimento. Le politiche familiari invece fungono anche da azione di prevenzione per evitare che alla fine debbano intervenire i servizi sociali nei casi più gravi”.

 

Comunque, il “Forum non si schiera in vista delle politiche, ma è chiaro che laddove troviamo sponda il dialogo c’è”. E le proposte di Adinolfi sono in gran parte “sovrapponibili” a quelle del Forum. È certo comunque, conclude Ciccarelli, che “serve un cambio di mentalità per tornare a mettere al centro la famiglia”, come d’altronde avviene in tanti altri paesi europei. (Alg)

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