le temperature meno elevate saranno a Filettino, Frosinone,, il comune più "alto" del Lazio, a Leonessa, Rieti
La morsa del caldo non lascia Roma e Provincia neanche questo fine settimana e anzi, è previsto un picco e la colonnina toccherà temperature vicine ai 40 gradi. Secondo un’elaborazione di Legambiente Lazio su dati di ilmeteo.it relativi alle 20 città più popolose della Regione, ovunque saranno registrate altissime temperature: il record previsionale, stando ai dati, è previsto luendì 29, il podio delle 3 città più calde sarà composto da Guidonia, Roma e Monterotondo. Legambiente fa notare inoltre che è più contenuto il caldo previsto nelle città costiere analizzate, ma anche che le temperature meno elevate saranno a Filettino, Frosinone,, il comune più “alto” del Lazio, a Leonessa, Rieti, il più freddo nelle medie annue della regione secondo le serie storiche, e a Marcetelli, il comune a maggior percentuale di copertura boschiva secondo il rapporto “Foreste in Comune” presentato lo scorso 6 giugno da Legambiente, Uncem e Pef.
“Il nuovo picco di caldo che registreremo a Roma, Guidonia, Monterotondo e in tutta la regione continua a mostrare uno dei volti più violenti della crisi climatica – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – contro cui combattere senza sosta, abbattendo le emissioni e adattando il territorio; per farlo le parole d’ordine principali sono mobilità a zero emissioni, generazione energetica da fonti rinnovabili eolico e solare, trasformazione in chiave sostenibile dei comparti agricoli e industriali, rafforzamento della tutela per le grandi infrastrutture verdi, dai boschi, al mare, alla rete dei parchi e della natura protetta, in grado di fornire servizi ecosistemici essenziali anche e soprattutto per affrontare la crisi climatica”. “Fermare le emissioni climalteranti e il consumo di suolo incessante, che ha generato una bollente continuità urbana a Roma e nelle aree circostanti, sostenendo con forza aree interne, comuni di altura, aree protette, sono i passi fondamentali per poter rallentare l’impatto terribile che la febbre del pianeta ci mostra sempre più spesso”, conclude Scacchi.