I ghiacciai del pianeta - esclusi Groenlandia e Antartide - hanno perso nell’ultimo anno idrologico circa 408 gigatonnellate di massa, contribuendo all’innalzamento del livello del mare di oltre un millimetro
Il 2025 si conferma un anno critico per i ghiacciai a livello globale, con una perdita di massa tra le più elevate mai registrate. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service, con il contributo dell’Università di Pisa.
Secondo quanto riportato nella ricerca pubblicata su Nature Reviews Earth & Environment e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025 del Copernicus Climate Change Service e dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, i ghiacciai del pianeta – esclusi Groenlandia e Antartide – hanno perso nell’ultimo anno idrologico circa 408 gigatonnellate di massa, contribuendo all’innalzamento del livello del mare di oltre un millimetro.
Un dato che conferma una tendenza ormai strutturale: negli ultimi decenni il ritmo di scioglimento è aumentato drasticamente, passando da circa 100 gigatonnellate annue tra gli anni Settanta e Novanta a quasi 400 nel periodo più recente. Complessivamente, dal 1975 a oggi, la perdita è stata enorme, con effetti diretti sull’innalzamento dei mari.
A rendere ancora più evidente la portata del fenomeno è il paragone fornito dagli esperti: la massa persa nel solo 2025 equivale a riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per un anno intero.
Anche l’Italia non fa eccezione. I dati raccolti dall’Università di Pisa evidenziano una situazione particolarmente critica lungo l’arco alpino, dove tutti i ghiacciai monitorati hanno registrato un bilancio negativo. Tra i casi più preoccupanti figurano la Vedretta Pendente, il ghiacciaio di Malavalle e quello del Careser.
Un quadro che solleva interrogativi sempre più urgenti sul futuro delle risorse idriche e sull’impatto del cambiamento climatico, con effetti destinati a incidere non solo sugli ecosistemi montani, ma anche sulla vita quotidiana di milioni di persone.