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Lo Spallanzani celebra 90 anni: inaugurata la foresteria assistenti dei pazienti

L’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma celebra i 90 anni dalla fondazione e i 30 anni dal riconoscimento come Irccs con l’inaugurazione di “Casa Spallanzani”, una foresteria da 22 posti letto destinata a familiari e caregiver dei pazienti e a studenti e docenti del centro di formazione.

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L’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma celebra due importanti anniversari: i 90 anni dalla fondazione e i 30 anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Per l’occasione è stata inaugurata “Casa Spallanzani”, una nuova foresteria destinata ad accogliere familiari e caregiver dei pazienti ricoverati.

La struttura dispone di 22 posti letto suddivisi in ampie camere doppie e offrirà ospitalità a prezzi calmierati ai parenti dei pazienti dello Spallanzani e del vicino Ospedale San Camillo Forlanini, oltre che a docenti e studenti del centro di formazione dell’istituto.

Alla cerimonia hanno partecipato diverse autorità regionali, tra cui il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, l’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli e il direttore della direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria Andrea Urbani. Nel corso dell’evento è stato presentato anche il logo celebrativo “Spallanzani 30-90”, che accompagnerà le iniziative previste nel 2026.

Secondo Rocca, lo Spallanzani rappresenta «una eccellenza straordinaria», frutto della capacità della ricerca e della clinica di trasformare malattie un tempo letali, come l’Hiv, in patologie croniche. Proprio l’hospice che in passato accompagnava i malati di Aids nelle ultime fasi della vita è oggi diventato un luogo di accoglienza e speranza per i familiari dei pazienti. «Il percorso di cura è più efficace se accompagnato dai propri cari», ha sottolineato il governatore.

Anche Aurigemma ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando come l’apertura di “Casa Spallanzani” rappresenti un passo importante verso l’umanizzazione delle cure, con un’attenzione non solo alla malattia ma anche al paziente e alla sua famiglia. Maselli ha invece rimarcato il ruolo dell’istituto nell’integrazione tra sanità e territorio, definendo l’iniziativa un esempio concreto di apertura e collaborazione.

La direttrice generale Cristina Matranga ha spiegato che il nuovo logo, caratterizzato dal simbolo dell’infinito, rappresenta il dialogo continuo tra cura dei pazienti, ricerca scientifica e formazione. Tre dimensioni che, intrecciandosi, hanno reso lo Spallanzani un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle malattie infettive.

Il calendario delle celebrazioni per il 2026 prevede diverse iniziative, tra cui l’inaugurazione di una nuova sezione diagnostica senologica, l’apertura della seconda sala operatoria per la chirurgia del paziente infetto, l’attivazione del primo laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 (Bsl4) e la riapertura del padiglione Pontano, dedicato alle malattie infettive respiratorie. In programma anche eventi scientifici come la Settimana della scienza di settembre e le iniziative per la Giornata mondiale dell’Aids.

Fondato nel 1936, l’istituto ha accompagnato l’evoluzione delle principali emergenze sanitarie: dalla poliomielite negli anni Trenta alla pandemia influenzale “Asiatica” del 1957, dall’epidemia di colera del 1970 fino alla ricerca sull’Hiv e sull’Aids dagli anni Ottanta. Negli anni successivi lo Spallanzani è diventato un centro di riferimento anche per la tubercolosi, in particolare per le forme farmaco-resistenti.

Nel 1996 il Ministero della Sanità ha riconosciuto ufficialmente lo Spallanzani come Irccs, consolidando il suo ruolo nella ricerca scientifica. Tra il 2001 e il 2003 l’istituto è stato inoltre designato polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, la SARS e le febbri emorragiche, un ruolo che si è rivelato cruciale durante la pandemia di Covid-19.

Oggi l’istituto è organizzato in due dipartimenti principali, dedicati alla ricerca e alla clinica delle malattie infettive e all’epidemiologia con diagnostica avanzata. Dispone dell’unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 e di una biobanca con oltre 1,2 milioni di campioni biologici, parte del network europeo Bbmri-Eric.

È inoltre in fase di realizzazione il nuovo polo dei laboratori “Rita Levi Montalcini”, che integrerà virologia e microbiologia e rafforzerà il ruolo dello Spallanzani come centro di riferimento per la diagnostica specialistica, la sorveglianza epidemiologica e la gestione delle emergenze infettive a livello regionale e nazionale.

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