Al Senato il convegno sulla cybersicurezza in sanità: dati allarmanti e un sistema che corre ai ripari mentre l'intelligenza artificiale trasforma la medicina
Gli attacchi informatici in Italia sono cresciuti del 42% nel 2025, con la sanità tra i settori più colpiti. È il dato più allarmante emerso dalla conferenza nazionale “AI & Cybersecurity in sanità”, organizzata da Confassociazioni Digital al Senato.
I numeri parlano chiaro: tra il 2021 e il 2025 si sono registrati 1.432 incidenti informatici gravi ai danni di realtà italiane. Di questi, 507 si sono concentrati nel solo 2025 — circa il 35% del totale in un unico anno. Un’accelerazione che colloca l’Italia al nono posto nel mondo per incidenti cyber, con il 9,6% del totale globale. Non solo aumenta la frequenza: cresce anche la gravità media dei singoli attacchi, con danni per vittima in aumento del 9% rispetto all’anno precedente.
Il settore sanitario rappresenta il 10,6% delle vittime totali, con un incremento del 19% rispetto al 2024. Ma non è il solo sotto pressione: le pubbliche amministrazioni e le forze dell’ordine segnano un +37%, mentre il manifatturiero a livello globale registra un vertiginoso +79%.
Sullo sfondo di questo scenario, il convegno ha affrontato anche l’altro grande tema della trasformazione digitale in medicina: l’intelligenza artificiale. Secondo una survey nazionale, il 77% dei professionisti sanitari usa già strumenti di AI nella pratica clinica quotidiana, e tra il 76% e l’83% degli intervistati si aspetta che cambierà radicalmente il proprio lavoro nei prossimi cinque anni. Le applicazioni più diffuse riguardano la definizione di piani terapeutici personalizzati, la gestione dei farmaci e l’analisi dei dati dei pazienti.
Restano però ostacoli concreti: complessità d’uso, scarsa formazione digitale e difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti. «Abbiamo il dovere di verificare se e quanto le nuove tecnologie digitali possano rendere il servizio sanitario più efficiente e centrato sul paziente», ha dichiarato Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital. Per Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, servono «regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa».