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Pesce d’aprile: origini, significato e gli scherzi più memorabili della storia

Dal calendario gregoriano al Mostro di Loch Ness, dal CERN ai draghi medievali: tutto quello che c'è da sapere sulla festa degli scherzi

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Oggi, 1° aprile, è il giorno degli scherzi. Una tradizione diffusa in tutto il mondo che ogni anno si rinnova — con qualche inevitabile fake news online — ma le cui origini restano avvolte nel mistero.

Perché si chiama pesce d’aprile?

Il nome gioca sul concetto del pesce che abbocca all’amo: chi crede a uno scherzo è considerato credulone quanto un pesce. Nei paesi anglosassoni la stessa giornata si chiama April Fools’ Day, dove “fool” significa “sciocco”.

Le origini

Le teorie sulle origini della tradizione sono diverse. La più diffusa la colloca nel XVI secolo, quando Papa Gregorio XIII spostò il Capodanno dal periodo tra il 25 marzo e il 1° aprile al 1° gennaio. Da allora, in segno di beffa verso chi non sapeva della riforma, si usava scambiarsi pacchi regalo vuoti il primo del mese. Un’altra teoria riconduce la tradizione all’inizio della stagione di pesca primaverile, quando i pescatori tornavano spesso a mani vuote diventando oggetto di scherno. C’è anche chi la fa risalire al mito classico di Proserpina, cercata invano dalla madre dopo il rapimento da parte di Plutone.

Gli scherzi più famosi

Nel 1972 un gruppo di zoologi britannici annunciò di aver recuperato la carcassa del Mostro di Loch Ness, esposta allo Yorkshire’s Flamingo Park Zoo. In realtà si trattava del cadavere di un elefante marino. Sempre nel 1972, l’astronomo Patrick Moore comunicò in diretta Bbc che una congiunzione astrale tra Giove e Plutone avrebbe ridotto la forza di gravità: chiunque avesse saltato alle 9.47 si sarebbe sentito miracolosamente leggero.

Nel 1996 il Mit annunciò un “Internet Cleaning Day” per ripulire il web scollegando tutti i computer del mondo. Nel 1998 circolò la notizia che l’Alabama aveva modificato il valore di pi greco da 3,14 a 3 per “ricondurlo a un valore biblico”.

Nel 2015 il CERN dichiarò di aver scoperto che la Forza di Star Wars esiste davvero, con tanto di dichiarazione firmata da un certo “Ben Kenobi dell’Università di Mos Eisley, provincia di Tatooine”. Lo stesso anno tre scienziati australiani pubblicarono una ricerca sull’esistenza dei draghi nel Medioevo. Nel 2016 Google lanciò il “Cardboard Plastic”, un rivoluzionario visore per la realtà… reale.

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