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Solo a Roma già 10 pedoni morti, la velocità è il nemico numero 1

Eppure quando si parla di abbassare la velocità ci sono ancora tanti cittadini contrari. Gli studi dicono che le zone 30 sono fondamentali nel ridurre gli incidenti

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Il Lazio è la seconda regione per numero di pedoni morti da gennaio ad oggi, con 19 casi, di cui solo dieci a Roma. Una vera emergenza, a cui il Campidoglio sta reagendo aumentando le zone 30, con maggiori controlli, con i black point, tutti interventi che stanno avendo un effetto limitato. L’informazione è fondamentale. Ma sono ancora tanti gli automobilisti che si oppongono a riduzioni delle carreggiate per ridurre la velocità. 

Le zone 30 fondamentali per evitare incidenti ai pedoni 

Riduzione dei sinistri, aria più pulita e un incremento degli spostamenti green. Le realtà urbane che hanno adottato la soglia dei 30 km/h iniziano a raccogliere risultati tangibili. Un’analisi curata da Eurocities — il network di Bruxelles che riunisce le principali amministrazioni locali — ha coinvolto 38 città di 19 nazioni (incluse Bologna, Firenze e Roma), evidenziando come «abbassare i limiti di velocità renda i centri abitati più sicuri in tutto il continente, tagliando il numero di decessi senza penalizzare la fluidità del traffico o la durata dei tragitti».

 Nelle città europee si punta a ridurre la velocità delle auto

Da Budapest fino a Göteborg, toccando anche Amsterdam, 34 municipalità su 38 hanno già implementato il vincolo dei 30 km/h. “I dati emersi, supportati da ulteriori approfondimenti scientifici, confermano che tale restrizione rappresenta una strategia vincente con ricadute positive su molteplici aspetti del vivere quotidiano”, spiega ad Avvenire Kateřina Kührová, responsabile della ricerca per Eurocities.

In due città su tre con i 30 km/h gli incidenti diminuiscono

Nello specifico, il 75% dei centri monitorati evidenzia progressi nella sicurezza stradale grazie alla flessione di decessi e lesioni; parallelamente, il 91% dichiara vantaggi concreti sulla qualità della vita, dalla riduzione dello smog e dei rumori all’aumento della mobilità ciclabile e pedonale. L’esempio cardine è Helsinki: tra l’agosto 2024 e l’agosto 2025, la capitale finlandese non ha contato vittime sulla strada. Un traguardo raggiunto integrando i nuovi limiti (attivi sulla metà della rete viaria) con il potenziamento di mezzi pubblici, ciclabili e marciapiedi, oltre a una sorveglianza più stretta e a una riqualificazione urbanistica basata su incroci protetti, strisce pedonali rialzate e una migliore visibilità notturna.