Categorie: Cronaca

Aggressione a Termini: Tutti i dettagli e i retroscena

Due aggressioni ravvicinate hanno scosso l’area attorno a Roma Termini.

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Una serata di violenza improvvisa, nel cuore della Capitale e a pochi metri dal principale snodo ferroviario del Paese. Sabato 10 gennaio 2026, tra le 22:15 e le 23, due aggressioni ravvicinate hanno scosso l’area attorno a Roma Termini, con un bilancio pesante: un uomo di 57 anni, funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), è stato massacrato di botte e ricoverato in condizioni gravissime; poco dopo, un rider 23enne è stato aggredito e rapinato in una strada vicina. 

Il primo pestaggio: “circondato e colpito subito”

L’episodio più grave si consuma in via Giolitti, uno dei corridoi urbani più critici della zona stazione, spesso teatro di microcriminalità e tensioni sociali. Secondo le ricostruzioni, il 57enne sarebbe stato avvicinato da un gruppo numeroso: in un video al vaglio degli investigatori si vedrebbero 7–8 persone dirigersi verso di lui e colpirlo immediatamente, per poi allontanarsi. 

Il pestaggio sarebbe durato diversi minuti: l’uomo è stato lasciato a terra in una pozza di sangue, poi soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico Umberto I in codice rosso. È ricoverato in terapia intensiva, intubato, con prognosi riservata e fratture soprattutto al volto. 

La seconda aggressione: il rider colpito e rapinato

Poco più tardi, intorno alle 23, un secondo episodio avviene in via Manin, a poche decine di metri. La vittima è un rider 23enne di origine tunisina, aggredito da un gruppo di ragazzi che lo avrebbe anche rapinato (in particolare della bici, secondo una ricostruzione). Il giovane finisce in ospedale, ma non sarebbe in pericolo di vita. 

Sull’eventuale collegamento tra i due episodi le fonti raccontano una situazione ancora in evoluzione: inizialmente non si escludeva un nesso, ma altre ricostruzioni indicano che gli investigatori tenderebbero a considerarli non direttamente collegati, pur restando possibile che gli autori si conoscano o gravitino negli stessi contesti. 

Le indagini: telecamere, maxi-controlli e fermi

Subito dopo le aggressioni scatta un maxi blitz nell’area di Termini: Polfer, Squadra Mobile e commissariato competente avviano controlli estesi e acquisiscono le immagini di videosorveglianza “ad ampio raggio” per ricostruire la dinamica e identificare i responsabili. 

Le indagini portano ai primi provvedimenti:

– per il pestaggio del funzionario: fermati (tra gli altri) un 20enne tunisino e un 18enne egiziano con precedenti; per quest’ultimo viene riportato anche un provvedimento di espulsione legato alla sua posizione sul territorio. 

– per l’aggressione al rider: vengono indicati ulteriori fermati/indagati (due giovani tunisini, secondo alcune ricostruzioni). 

In parallelo, i controlli nell’area portano all’identificazione di numerose persone e ad altri interventi di polizia legati a situazioni collaterali nella zona stazione (fermi/arresti per reati differenti). 

Il contesto: Termini e la “zona rossa”

La doppia aggressione riporta l’attenzione sul tema sicurezza attorno alla stazione, dove — ricordano le cronache — era stata istituita una “zona rossa” proprio per rafforzare prevenzione e controlli in un quadrante ad alta pressione. Dopo i fatti, arrivano richieste politiche di interventi su videosorveglianza, Daspo urbano e presenza delle forze dell’ordine nell’area

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