L'assessora all'Ambiente fa il punto sul verde urbano dopo l'inchiesta per la morte di Francesca Ianni, schiacciata da un pioppo nel dicembre 2024.
La morte di Francesca Ianni, travolta da un pioppo caduto nel dicembre 2024, ha riaperto il dibattito sulla gestione del verde urbano a Roma. Come riporta il dorso locale de La Repubblica, la procura ha acquisito una relazione tecnica sul sistema di monitoraggio e manutenzione degli alberi, e l’assessora comunale all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha risposto punto per punto alle domande sollevate dagli atti.
Il dato più significativo riguarda l’andamento dei crolli: 343 nel 2023, 138 nel 2024, 122 nel 2025. Una curva in discesa che, secondo Alfonsi, è il risultato diretto del censimento capillare avviato dalla giunta, con una scheda per ogni albero della città. In parallelo sono stati abbattuti circa 20mila esemplari giudicati secchi, malati o a fine vita da perizie agronomiche, mentre ne sono stati piantati 38mila di nuovi. “L’incolumità delle persone è al primo posto”, sottolinea l’assessora, respingendo le critiche a un regolamento del verde ritenuto dagli atti troppo orientato alla conservazione degli alberi a scapito della sicurezza.
Tra i nodi ancora aperti, la relazione cita le ceppaie lasciate dopo gli abbattimenti, che favorirebbero la diffusione di funghi e parassiti. Il Comune ne ha già estirpate circa 11mila, con tre tranche di finanziamento da 5 milioni di euro ciascuna. Un nuovo ciclo di interventi partirà in autunno. Sul fronte del personale — la relazione parla di “assoluta carenza” di tecnici specializzati — Alfonsi segnala l’arrivo di diciotto nuovi funzionari ambientali tramite concorso, più diciotto giardinieri aggiuntivi e accordi con gli ordini professionali di agronomi, agrotecnici e periti agrari.
Sul lungo periodo, la risposta al cambiamento climatico passa da un nuovo “Piano del verde e della natura”, attualmente in elaborazione con esperti e stakeholder coordinati dal professor Carlo Blasi della Sapienza. Il piano ridisegnerà anche le specie da privilegiare nelle sostituzioni: meno pini, più aceri e querce, considerate più resistenti alle condizioni climatiche estreme.