"il generale speranza politica "."Meloni? Su penitenziari non ha fatto niente. Se vuole Fn in centrodestra lo chiami"
“Non cerco candidature” ma “porto la mia esperienza” al partito del generale Vannacci, che è “il volto nuovo e la speranza della politica italiana”. Gianni Alemanno esce dal carcere di Rebibbia – dove ha passato quasi un anno e mezzo per le accuse di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” – accolto da un centinaio di sostenitori e da una folta rappresentanza di giornalisti e cameramen. La scarcerazione di Alemanno – che a Rebibbia si è impegnato sul tema delle condizioni del sistema penitenziario – era molto attesa anche a livello politico per il suo coinvolgimento, annunciato, in Futuro nazionale. Questa sera è già previsto un incontro a cena con Roberto Vannacci, in un ristorante del centro di Roma. In Futuro Nazionale, ha detto ai cronisti, “il mio ruolo è solo quello di dare l’esperienza, la mia esperienza, la mia capacità di fare analisi politica, di dare prospettive. Io vengo soltanto a servire, non ho nessuna pretesa, nessuna speranza strana” e “non chiedo candidature”. “Non voglio – ha aggiunto – che si dica che io sono un tipo di persona che ha bisogno di essere ammirata. Non voglio candidarmi a nulla, né a sindaco, né a cose istituzionali, ho già dato. Devo però portare la mia esperienza, perché la gente non deve ricominciare sempre da zero”. Con Vannacci, ha spiegato, “parleremo di tante cose, ci confronteremo su molte cose. Non su tutto siamo d’accordo, però secondo me Vannacci è il volto nuovo e la speranza della politica italiana”. Per quanto riguarda il rapporto con il centrodestra, “qui sono venute tantissime persone, a cominciare da La Russa, da Storace, Mantovano. Tantissime persone, quindi dal punto di vista di amicizia non sento tradimenti” però c’è “un problema politico: io sono un sovranista, non accetto una politica conservatrice. In Italia non c’è niente da conservare, bisogna cambiare tutto, questa è la verità”. Poi “noi abbiamo tutta la disponibilità, purché i valori e i principi sovranisti vengono fatti realmente propri da uno schieramento più largo. Se questi principi non vengono rispettati allora si andrà da soli, si farà da soli: questa è la sfida che abbiamo di fronte”. Per quanto riguarda infine Giorgia Meloni, “ci parleremo” ma “non ha fatto nulla sulla situazione delle carceri” che sono “una vergogna nella nostra Repubblica”. Dato che “in Italia la situazione va cambiata” se la premier “si impegna a fare questi cambiamenti, sa dove trovarci”. Su un eventuale ingresso di Vannacci in maggioranza, rileva, “non mi pare che Giorgia Meloni abbia chiamato Vannacci o abbia parlato con lui per concordare alcunché. Decida lei cosa vuol fare, se vuol coinvolgere Vannacci lo chiamasse e vedessero cosa possono fare”. Però, conclude, il “grosso problema” di Meloni è quello di “aprire un grande dibattito nella destra. Se non c’è confronto dentro il partito, nell’interno del centrodestra e anche con altre realtà, è difficile trovare una base vera e forte. Quindi quello che io contesto a Giorgia Meloni finora è di non aver parlato con gli altri”.