Categorie: Lifestyle e benessere

Lazio: affido degli anziani fragili, verso una nuova legge per autonomia e inclusione

un modello volto a promuovere percorsi alternativi all'inserimento in strutture residenziali e basati su prossimità e solidarietà

Pubblicato da

Affrontare la fragilità degli anziani non solo attraverso l’assistenza, ma promuovendo relazioni, autonomia e partecipazione alla vita della comunità. È questo il principio alla base della proposta di legge regionale del Lazio sull’affido delle persone anziane fragili, al centro delle audizioni che si sono svolte il 23 giugno in commissione consiliare Sanità, presieduta dalla consigliera di Fd’I Alessia Savo. La proposta di legge regionale n. 215 del 12 giugno 2025, recante “Disciplina dell’affido in favore delle persone anziane fragili”, punta a introdurre un modello di sostegno alternativo all’inserimento in strutture residenziali, fondato sulla prossimità, sulla solidarietà e sull’inclusione sociale. L’iniziativa legislativa ha raccolto un sostanziale apprezzamento da parte dei rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, del terzo settore e delle professioni sociali intervenuti in audizione, che hanno evidenziato il carattere innovativo di un modello volto a promuovere percorsi alternativi all’inserimento in strutture residenziali e basati su prossimità, solidarietà e inclusione.

Maurizio Esposito dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale ha sottolineato come la proposta sia “coerente con gli orientamenti internazionali in materia di invecchiamento attivo e deistituzionalizzazione”. Tra gli elementi evidenziati, la necessità “di una definizione ampia del concetto di fragilità, che non riguardi soltanto le condizioni sanitarie ma anche gli aspetti psicologici e sociali, insieme all’importanza di strumenti di valutazione multidimensionale e di monitoraggio continuo per garantire interventi efficaci e adeguati ai bisogni delle persone”. Per Federico Conte, direttore dell’Ufficio di Piano del distretto sociosanitario Roma 4, l’affido può rappresentare “una risposta concreta a bisogni oggi non completamente intercettati dai servizi domiciliari tradizionali, soprattutto quelli legati alla solitudine e all’isolamento sociale”. Conte ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare l’integrazione sociosanitaria, attraverso un maggiore coinvolgimento delle Asl, dei distretti sanitari e delle Unità di valutazione multidimensionale. Un contributo positivo è arrivato anche da Francesca Scambia della Comunità di Sant’Egidio, che ha indicato nell’affido una possibile risposta alla solitudine degli anziani, evidenziando come percorsi di questo tipo possano favorire il mantenimento delle capacità residue della persona e il suo ruolo attivo nella comunità.

Maria Chiara Inzerilli, in rappresentanza dell’assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, ha illustrato il percorso avviato dall’amministrazione capitolina verso modelli abitativi più piccoli e inclusivi, come il cohousing e le convivenze assistite, sottolineandone la coerenza con gli obiettivi della proposta regionale. Inzerilli ha inoltre richiamato l’attenzione sul tema della tutela legale e sulla necessità di mantenere centrale la volontà della persona anziana nelle decisioni che la riguardano. Sul tema dell’autodeterminazione è intervenuta anche Laila Perciballi, Garante delle persone anziane di Roma Capitale, che ha definito la proposta un riconoscimento del diritto degli anziani a scegliere come vivere, con chi condividere il proprio percorso e quale forma di sostegno ricevere. Perciballi ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio costante degli interventi e di adeguati percorsi formativi per gli affidatari, richiamando anche le esperienze di vicinato solidale già sperimentate sul territorio.

Il vicepresidente dell’Ordine degli Assistenti sociali del Lazio, Capolavoro, ha evidenziato “il valore della relazionalità e della coesione sociale promosse dalla proposta”, ribadendo il ruolo della formazione degli affidatari e della valutazione multidimensionale per la costruzione di progetti personalizzati, misurabili e sostenibili nel tempo. È stata inoltre sottolineata l’opportunità di avviare sperimentazioni anche nei territori provinciali, dove sono già presenti forme spontanee di sostegno e affiancamento agli anziani. In conclusione, la presidente della commissione Alessia Savo ha ringraziato i partecipanti per i contributi forniti, sottolineando come le osservazioni emerse saranno utili al perfezionamento del testo. Savo ha ribadito che il principio ispiratore della proposta resta il pieno riconoscimento della capacità di autodeterminazione della persona anziana e la promozione di un nuovo approccio fondato su dignità, inclusione e valutazione dell’efficacia degli interventi sociali, con l’obiettivo di rendere le politiche pubbliche sempre più aderenti ai bisogni reali delle persone.

Pubblicato da
Tags: anziani