Il XII Rapporto sulle condizioni di detenzione fotografa un sistema al collasso: 64mila detenuti per 46mila posti disponibili, e nel 2024 il record storico di 91 suicidi
Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane si trovavano 64.436 persone, a fronte di soli 46.318 posti effettivamente disponibili. Il tasso di affollamento reale ha raggiunto il 139,1 per cento, con 73 istituti oltre il 150 per cento e otto oltre il 200 per cento. I casi più gravi riguardano la Casa circondariale di Lucca, al 240 per cento, seguita da Foggia al 225 e da Grosseto, Lodi, San Vittore, Brescia Canton Mombello, Udine e Latina, tutti oltre la soglia del 200. Solo 22 istituti su tutto il territorio nazionale non hanno raggiunto il “tutto pieno”. È quanto emerge dal XII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione.
La crescita della popolazione detenuta non accenna a fermarsi: nell’ultimo anno è aumentata di quasi 2.000 unità, con un ritmo che secondo Antigone potrebbe portare le presenze ampiamente oltre quota 66.000 entro la fine del 2026. Il dato appare ancora più preoccupante alla luce del piano straordinario di edilizia penitenziaria approvato dal governo nel luglio 2025: nonostante l’esecutivo abbia dichiarato di aver recuperato circa 1.400 posti, Antigone ha rilevato che la capienza regolamentare risulta addirittura diminuita di 35 unità rispetto a nove mesi fa.
Sul fronte dei suicidi, il 2024 ha segnato un record storico: almeno 91 persone detenute si sono tolte la vita, superando il precedente picco del 2022. Il tasso è stato di 14,8 casi ogni 10.000 detenuti, più del doppio della media europea, che nel 2022 si attestava a 7,2. Il confronto con la popolazione libera è ancora più netto: secondo Antigone, in carcere ci si toglie la vita 25 volte più che nella società esterna. Tra i detenuti stranieri il fenomeno è ancora più marcato, con un tasso di 21,2 casi ogni 10.000, quasi il doppio rispetto ai detenuti italiani.
Il 2024 è stato anche l’anno con il maggior numero complessivo di morti in carcere: 246 secondo il dossier di Ristretti Orizzonti, 245 secondo il Garante Nazionale. Tra questi, 142 per cause naturali, 18 ancora da accertare e 2 omicidi. Nei primi cinque mesi del 2025 le morti complessive sono già state 100, dieci in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con almeno 33 suicidi.