Categorie: Cronaca

Cellulare al volante e sorpassi senza frecce: l’Anas fotografa il guidatore indisciplinato del Raccordo

La ricerca sugli stili di guida individua nel Lazio uno dei territori con maggiore concentrazione di automobilisti a rischio. Nel mirino smartphone, eccesso di sicurezza e distrazione sulle strade abituali

Il guidatore più indisciplinato d’Italia passa anche dal Grande Raccordo Anulare. È quanto emerge dalla nuova ricerca Anas sugli stili di guida, che ha monitorato dodici arterie italiane, compresi il Gra e l’Aurelia tra Roma e Grosseto, individuando nel Lazio una delle aree con la maggiore concentrazione di comportamenti scorretti al volante.

Secondo l’indagine, il profilo dell’automobilista meno prudente è quello di un uomo tra i 40 e i 60 anni, spesso impiegato o libero professionista, convinto di essere un guidatore esperto e abituato a percorrere ogni giorno le stesse tratte per motivi di lavoro. Proprio la familiarità con le strade viene indicata come uno dei principali fattori di rischio: il 76,3% degli intervistati ritiene infatti che guidare in luoghi conosciuti riduca attenzione e percezione del pericolo.

Smartphone e falsa sicurezza: il nodo principale resta la distrazione
Il dato più critico riguarda l’uso del cellulare alla guida. Solo il 41,9% degli automobilisti utilizza lo smartphone correttamente tramite bluetooth o assistente vocale, mentre una quota significativa continua a usare il telefono manualmente: il 14,6% digita ancora i numeri prima di attivare il vivavoce e l’8,9% guida direttamente con il cellulare in mano.

Il paradosso evidenziato dalla ricerca è che oltre il 75% degli italiani considera pericoloso usare lo smartphone al volante, ma questa consapevolezza non modifica realmente i comportamenti. Tra chi ha avuto incidenti negli ultimi due anni, oltre il 90% ammette infatti di continuare a utilizzare il telefono durante la guida.

L’indagine evidenzia inoltre altri comportamenti a rischio, come il mancato uso delle frecce durante i sorpassi e il mancato rispetto dei divieti di sorpasso, anche se quest’ultimo dato mostra un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti.

In crescita invece l’uso delle cinture posteriori, salito al 64,7%, anche se più di un passeggero su tre continua ancora a viaggiare senza allacciarle.

La ricerca mette infine in luce un forte squilibrio nell’autovalutazione degli automobilisti: gli italiani si attribuiscono in media un voto di 7,8 come guidatori e si considerano esperti, ma giudicano molto più severamente il comportamento degli altri utenti della strada, soprattutto su velocità, uso del cellulare e indicatori di direzione.