Secondo il censimento del Crea, a Roma ci sono circa 51.500 pini domestici, di cui oltre 14.200 lungo le strade
La riapertura di via dei Fori Imperiali a Roma.
Sono l’anima del paesaggio romano, svettano lungo l’Appia, fanno ombra sulla Cristoforo Colombo, punteggiano i grandi parchi storici, ma i pini della capitale sono anche sempre più fragili. E ora il Campidoglio ha deciso di prendersi cura di loro in modo sistematico, estendendo a tutta la città il protocollo di controllo già sperimentato nell’area dei Fori Imperiali.
Come riporta il dorso romano de La Repubblica, la giunta capitolina si appresta ad approvare una memoria dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi che affida a un gruppo di lavoro allargato – Comune, Sovrintendenze, Ordine degli Agronomi, università, Orto Botanico e centri di ricerca agricola – il compito di replicare su scala cittadina i controlli già effettuati nel centro storico: verifiche strumentali sulla stabilità, analisi degli apparati radicali, protocolli condivisi per la cura e la sostituzione degli esemplari.
Secondo il censimento del Crea, a Roma ci sono circa 51.500 pini domestici, di cui oltre 14.200 lungo le strade. Un patrimonio enorme, messo sempre più sotto pressione dalle estati torride e dagli acquazzoni violenti che il cambiamento climatico ha reso la norma.
Il punto di svolta era arrivato tra gennaio e febbraio 2026, quando una serie di crolli durante il maltempo aveva abbattuto diversi pini nell’area dei Fori Imperiali, episodio che si aggiungeva ad altri analoghi, come quello di piazza Venezia nell’estate 2023. Da lì era partito un primo tavolo tecnico che aveva portato al controllo di 82 esemplari: 52 sono stati salvati con interventi mirati, 30 abbattuti perché troppo pericolosi e già avviati a sostituzione con nuovi pini della stessa specie.
“Abbiamo applicato un modello che ha funzionato e vogliamo replicarlo”, spiega Alfonsi, annunciando anche un piano quinquennale di manutenzione e rinnovo delle alberature stradali. Sul fronte economico, il cambio di passo è già evidente: dagli appena 6,7 milioni stanziati dalle amministrazioni precedenti, gli investimenti sul verde urbano sono saliti a 30 milioni l’anno, con altri 10 dedicati a nuove piantumazioni e sostituzioni.