A Madrid entinaia di persone hanno marciato ieri sera verso il Congresso dei deputati, osservando alcuni minuti di silenzio
La veglia di fronte alla casa da cui è stata sfrattata Maricarmen credit: @dani_berbel
È morta in Spagna Maricarmen Abascal, 87 anni, diventata il simbolo delle proteste contro la crisi abitativa dopo lo sfratto, il 23 settembre, dalla casa in cui viveva da 71 anni. La donna era stata ricoverata dopo lo sfratto e il suo caso aveva alimentato manifestazioni e accampamenti in diverse città spagnole. La causa medica del decesso non è stata resa pubblica, ma la sua avvocata, Beatriz Duro, si è detta “totalmente sicura” che senza la procedura di sfratto la morte non sarebbe stata anticipata.
Il premier Pedro Sánchez ha espresso su X il proprio cordoglio: “Tutto il mio affetto alla famiglia e alle persone care a Maricarmen”.
Il leader del Pp Alberto Núñez Feijóo ha invitato a non trasformare la vicenda in uno scontro politico: “Né campagna, né partiti, né strumentalizzazioni”. Il presidente della Catalogna Salvador Illa ha parlato di un evento che “ci colpisce”, mentre la ministra della Sanità Mónica García ha sostenuto che la sua lotta ha “risvegliato le coscienze in tutta la Spagna”. Più dura l’eurodeputata Irene Montero: “Non è una morte, è un assassinio”. Vox ha attribuito al governo Sánchez la responsabilità politica della vicenda, accusando la sinistra di aver “utilizzato” la sofferenza dell’anziana per una campagna.
A Madrid la Puerta del Sol, dove da giorni prosegue l’accampamento per il diritto alla casa, si è trasformata in un luogo di cordoglio, con candele, messaggi e piccoli altari. Centinaia di persone hanno marciato ieri sera verso il Congresso dei deputati, osservando alcuni minuti di silenzio. Gli organizzatori precisano che la protesta va oltre il singolo caso: “Maricarmen è stata la scintilla o la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. La mobilitazione proseguirà, con uno sciopero generale sulla casa previsto l’11 novembre.
Intanto il sindaco di Madrid, José Luis Martínez-Almeida, ha accusato socialisti e Más Madrid di usare la morte della donna come “strategia elettorale”, definendoli “avvoltoi” e “sciacalli”. Ha criticato il minuto di silenzio dei consiglieri di sinistra, durato “40 secondi”, e ha ricordato che “prima di Maricarmen ci sono state 290 mila persone sfrattate in Spagna” negli otto anni di governo Sánchez. Ha aggiunto che il Comune ha fornito assistenza sociale alla donna e avrebbe reso possibile il suo ritorno a casa, chiedendo alla consigliera socialista Reyes Maroto “dove sono le 184 mila case che aveva promesso Pedro Sánchez”.