Categorie: Cronaca

L’incidente sulla Colombo. Chi ha perso un familiare: poco per la prevenzione

Servono autovelox, controlli e una campagna tra i ragazzi. Ma il ministero dell’Istruzione sospende il progetto per l’educazione stradale

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“Già a fine anni ‘90 ricordo che un ragazzo morì in un incidente stradale a Corso Francia. Dunque nulla di nuovo. Sulle strade si continua a morire”. A parlare è Patrizia Quaresima, segretaria nazionale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada.  L’incidente sulla Cristoforo Colombo, che ha portato alla morte della ventenne Beatrice Bellucci, ha fatto ripartire il dibattito su come prevenire gli incidenti stradali  Roma.

Beatrice Bellucci morta per violento politrauma addominale e toracico 

“Non ci sono ricette magiche – dice Quaresima – Servono autovelox e controlli, oltre a una migliore educazione stradale perché dobbiamo prevenire gli incidenti stradali anche con una maggiore cultura”. Beatrice Bellucci  è  deceduta a causa di un violento politrauma addominale e toracico. Segno che l’impatto della BMW contro l’auto su cui viaggiava Beatrice è stato violentissimo. “La velocità rimane sempre la principale causa degli incidenti. Era così vent’anni fa e lo è anche oggi. Ma grossi passi in avanti per evitare queste stragi non sono stati fatti”, dice Ventura. E ancora: “Le zone 30? In alcuni luoghi possono funzionare, ma chi controlla la velocità?”.

Sospeso il progetto Edustrada nelle scuole 

E di sicurezza sulla strada bisogna cominciare a parlare fin da giovanissimi. Ma Asaps, Associazione sostenitori amici polizia stradale, denuncia chenegli  ultimi giorni siamo stati contattati da numerose scuole che ci segnalano che nella piattaforma Edustrada, il progetto nazionale per l’educazione stradale nelle scuole, compare in homepage ben visibile una scritta che dice ‘Per l’anno scolastico 2025-2026 l’offerta formativa è sospesa’”. Un progetto a costo zero, ma che può fare molto per far capire ai giovani il valore della prevenzione degli incidenti stradali.

Perché gli autovelox sulla Colombo non posizionati prima

A  breve il Campidoglio ha annunciato l’installazione di autovelox sulla Colombo. Ma perché non è stato fatto prima? Tre anni fa la morte su quella stessa strada di Francesco Valdiserri. E da allora nulla è stato fatto. Soprattutto le grandi arterie a Roma sono luoghi dove la ‘cultura’ dell’auto sembra non avere confini. E spesso a farne le spese sono i pedoni: finora nel Lazio uccise 53 persone, di cui 29 a Roma. Sulla Tangenziale Est è stato messo il limite a 30 km/h, ma chi controlla? Poco più avanti sulla Circonvallazione Nomentana il limite è a 70 km/h, qui gli autovelox potrebbero essere installati, ma perché non è stato fatto. Nei fatti la cronaca ci dice che ora piangiamo l’ennesimo morto. 

 

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