Categorie: Cronaca

Scontri alla Consulta studentesca di Roma: “Mi hanno preso a calci in pieno volto mentre protestavo”

L'accusa agli studenti di destra. "Si sono mossi come squadracce", ha accusato Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio

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Una protesta pacifica trasformata in un episodio di violenza. È quello che raccontano gli studenti antifascisti della Consulta studentesca di Roma, dove ieri uno scontro con rappresentanti di Azione studentesca legati a Fratelli d’Italia ha lasciato un ragazzo con tre giorni di prognosi e una contusione al naso.

Flavio Coletta, rappresentante in Consulta, ha raccontato: “Stavo protestando in maniera pacifica e sono stato aggredito, ho un referto con tre giorni di prognosi e un trauma contusivo al naso.” Coletta non nasconde la rabbia anche per la reazione politica che ne è seguita. “Mi fa schifo che figure istituzionali di Fratelli d’Italia provino a ribaltare la realtà pur di difendere la loro giovanile”.

La ricostruzione degli studenti antifascisti è netta: dopo l’interruzione dei lavori da parte loro, i ragazzi di destra avrebbero assunto atteggiamenti violenti. “Si sono mossi come squadracce”, ha accusato Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, “e poi hanno provato a farsi passare per vittime. Questa volta i video e i referti parlano d’altro.”

Pesante anche la testimonianza di Lukman Cortoni, presidente della commissione Diritto allo Studio della Consulta, che riferisce di essere stato minacciato dal tutor della struttura. “Mi ha detto che mi avrebbe ammazzato di botte”, ha raccontato, definendo “ripugnante” il tentativo di stravolgere una vicenda che considera ormai documentata.

La Rete degli Studenti Medi punta il dito contro l’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, accusato di non garantire l’incolumità dei ragazzi e di restare in silenzio anche di fronte al coinvolgimento di persone esterne alla Consulta, anch’esse riconducibili a Fratelli d’Italia.