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Municipio XIII, apre la “stazione di posta” per senza dimora e persone fragili

Otto posti letto per persone senza dimora, migranti, vittime di violenza. Assistenza 24 ore e percorsi di inserimento lavorativo. L'assessora Funari: "Non solo accoglienza, ma autonomia"

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Una porta che si apre quando tutte le altre si sono chiuse. È questo il senso della nuova “stazione di posta” inaugurata nel Municipio XIII dall’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, Barbara Funari. Otto posti letto per chi si trova in condizione di grave marginalità: persone senza dimora, migranti, richiedenti asilo, donne vittime di violenza, padri separati, persone con problemi di salute. Non si tratta solo di un tetto sotto cui dormire. La struttura offre assistenza 24 ore su 24 con un’équipe multidisciplinare, accesso a docce, lavanderia, mensa e segretariato sociale. Ma l’aspetto centrale del progetto, realizzato in collaborazione con il Consorzio Umano Solidarietà e l’associazione Le Mille e Una Notte, è la possibilità di costruire un percorso di uscita dalla marginalità attraverso formazione, tirocini e inserimenti lavorativi.

È prevista anche la presa in carico integrata socio-sanitaria per le persone senza dimora in dimissioni protette dagli ospedali, evitando che dopo le cure finiscano nuovamente in strada. “Con questa nuova inaugurazione, resa possibile grazie a fondi Pnrr, proseguiamo nel nostro obiettivo di garantire un’accoglienza diffusa e di prossimità in varie zone di Roma”, ha spiegato l’assessora Funari. “Il lavoro di co-progettazione, portato avanti in collaborazione fra enti del Terzo settore e il dipartimento Politiche sociali e Salute di Roma Capitale, ha permesso di consolidare questo nuovo modello integrato di presa in carico per le persone più fragili”.

Funari ha sottolineato come le stazioni di posta non siano solo un servizio emergenziale: “Le persone che arrivano qui non trovano solo accoglienza, ma la possibilità di essere inserite in percorsi di autonomia personale ed economica. Le stazioni di posta non rappresentano soltanto un servizio, ma diventano un vero e proprio presidio territoriale, capace di generare un impatto sociale positivo e duraturo”. La nuova struttura si inserisce nella rete di accoglienza diffusa che Roma Capitale sta costruendo con i fondi del Pnrr, cercando di superare il modello dei grandi dormitori per puntare su presidi più piccoli, radicati nei territori e capaci di offrire percorsi personalizzati di inclusione sociale.

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