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Roma: via dei Condotti senza auto, sarà pedonale entro il 2027

Il Campidoglio ha deciso di premere sull'acceleratore su un iter che il Municipio I aveva già avviato lo scorso anno.

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C’è una strada a Roma che il mondo intero conosce per nome: si tratta di via dei Condotti, che deve il suo nome alle antiche condotte dell’acquedotto Vergine volute da papa Gregorio XIII, e che dal 1884, con l’arrivo di Bulgari, è diventata sinonimo di lusso e moda internazionale. Entro i primi mesi del 2027 sarà pedonale, aperta alle persone e chiusa alle auto dalle 10 di mattina a mezzanotte.

Con la consiliatura in scadenza e i tempi che stringono, il Campidoglio ha deciso di premere sull’acceleratore su un iter che il Municipio I aveva già avviato lo scorso anno. L’Assemblea capitolina ha approvato una mozione del presidente della commissione Turismo Mariano Angelucci e della capogruppo Pd Valeria Baglio che rafforza politicamente la richiesta e dà mandato all’agenzia comunale Roma Servizi per la Mobilità di chiudere al più presto il piano per la viabilità alternativa — con percorsi già ipotizzati su via Mario de’ Fiori, via Bocca di Leone e via Belsiana — garantendo ai commercianti le operazioni di carico e scarico merci.

La notizia forse più sorprendente è che la pedonalizzazione non richiederà grandi investimenti in opere pubbliche. “Semplicemente dovremo capire con la Sovrintendenza quali strutture vanno sistemate ai due lati della strada — fioriere o colonnini — per interdire il passaggio dei veicoli”, ha spiegato Angelucci. Niente cantieri, niente lunghi iter burocratici legati ai finanziamenti. Solo una decisione politica tradotta in pratica nel minor tempo possibile. Non si esclude, in futuro, una riqualificazione più profonda — sul modello di via Ottaviano, vicino piazza San Pietro — ma per ora l’obiettivo è aprire il prima possibile.

Via dei Condotti non è un caso isolato. Il progetto si inserisce in una trasformazione più ampia che sta ridisegnando il centro di Roma: dal Tridente a piazza di Spagna, da via Veneto al Portico d’Ottavia, da piazza Fiume a piazza Indipendenza. Una città che prova a riprendersi i suoi luoghi simbolo, restituendoli prima di tutto ai suoi abitanti. “Il nostro obiettivo — ha detto Baglio — è una valorizzazione complessiva che garantisca una città da vivere tutti i giorni alle romane e ai romani, e di conseguenza anche ai turisti”.