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Sicurezza nelle scuole, comitato in prefettura dopo l’aggressione alla prof di Centocelle

Il prefetto Lamberto Giannini esaminerà con l'Ufficio scolastico regionale l'opportunità di adottare nuove misure per proteggere gli istituti, tra cui i metal detector

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Dopo l’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio, ferita con tre coltellate venerdì scorso da uno studente 13enne della scuola media Verga, domani in prefettura si torna a parlare di sicurezza nelle scuole. A Palazzo Valentini è previsto un comitato per l’ordine e la sicurezza: il prefetto Lamberto Giannini esaminerà con l’Ufficio scolastico regionale l’opportunità di adottare nuove misure per proteggere gli istituti, tra cui i metal detector, già previsti dalla circolare firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e da quello dell’Interno Matteo Piantedosi.

Sul tema, secondo quanto riporta il dorso romano de La Repubblica, i presidi romani si dividono tra favorevoli, contrari e posizioni intermedie. C’è chi, come Angela Minerva (liceo Nomentano e Ic Fidenae), ritiene che il metal detector possa “scongiurare il rischio che le armi entrino a scuola”, e chi, come Gianluca Consoli (liceo Peano), non si farebbe “scrupoli a richiederlo in caso di rischi”, pur ritenendo più urgente il potenziamento di psicologi e servizi sociali.

Altri presidi, come Cinzia Giacomobono (Newton), considerano il metal detector “una possibilità in zone a rischio”, mentre per Giovanni Cogliandro (Righi) la scelta dovrebbe restare autonoma dei singoli istituti. Netto il no di Maria Grazia Lancellotti (Orazio) e Gioconda Martucci (Dante-Caravillani), secondo cui “la sicurezza non si costruisce trasformando una scuola in un carcere”. Altri dirigenti scolastici puntano invece su prevenzione, educazione, maggiori risorse umane e la presenza fissa dello psicologo scolastico.